Fortemente ansiogena

Certa televisione mette ansia. Come negarlo? Qualche giorno fa, un personale zapping mi ha portato ad imbattermi, nello stesso momento, in: «Porta a porta» (Raiuno) sull'assassinio della studentessa inglese a Perugia; «Matrix» (Canale 5), dove stava parlando il padre di uno degli studenti indagati per quel delitto; «Le partite non finiscono mai» (La7) in cui si discuteva della morte del povero tifosolaziale. Poco prima, su La7, Ilaria D'Amico - tanto brava nello sport e nelle interviste a due, ma tanto a disagio nella conduzione di un talk show come «Exit» (in una puntata sull'economia pareva che lei non esistesse, tanto gli ospiti non le davano retta su temi e tempi...) - poco prima s'era occupata di prostituzione; e Fedrica Sciarelli aveva scavato in storie di gente sparita in «Chi l'ha visto?».
Si dirà: vabbè, ma son notizie. Vero. Ma non si capisce... lo si capisce... - perché i talk show delle due maggiori rete italiane si debbano occupare sempre e solo di delitti (o, in avvilente alternativa, di amenità che sono uno spot per lanciare o far da eco ad altri programmi della rete). Soprattutto non si capisce perché la Rai - servizio pubblico - debba demandare al pur coraggioso plotone di free lance di Milena Gabanelli e di «Report» il compito di fare inchieste su scandali o disservizi dell'Italia di oggi.
Uno studio curato da Meta Comunicazione, che ha chiesto il parere a 60 psicooperatori, ha analizzato per quattro settimane i programmi tv di Rai, Mediaset e La7, e i loro contenuti, lessico e toni. Il 63% degli interpellati sostiene che i temi sono fortemente ansiogeni già in potenza. E addirittura l'84% degli esperti è il modo in cui vengono proposti che aumenta il loro potenziale di indurre ansia. Per il 58% il lessico e i toni sono volutamente allarmistici, che per il 51% sfocia addirittura nell'isterismo. Si stima infine che - in tantissime trasmissioni anche non d'informazione - ci sia un picco d'ansia ogni 20 minuti!
Non mi sogno di auspicare un'informazione e una tv rassicuranti, poiché sarebbero fasulle: il mondo non è - in fondo - un bel posto per viverci. Non, almeno, come s'è ridotto. E quindi spesso i suoi accadimenti sono quel che sono. E anche la tv li racconta. Ma si può dire senza sguazzarci, si può analizzare senza metter su compagnie di giro e teatrini degni della tradizione del Grand Guognol. E si può anche decidere di occuparsi di qualcosa che riguardi la vita della gente e non la morte di qualcuno.
Il fatto è che nella tv generalista, la battaglia è sugli ascolti (che voglion dire attirare pubblicità). E siccome le tre «esse» (sangue, sesso, soldi) tirano sempre, ecco che si assiste al moltiplicarsi di appuntamenti tutti simili fra loro e in onda spesso contemporaneamente, tutti ugualmente imbottiti di quegli elementi d'acchiappo. E non puoi, come si fa con la pay-tv, dire: adesso ti frego io e mi vedo il telegastronomico Gambero Rosso, che così non mi metto ansia e sublimo almeno la dieta... Tant'è che, se lunedì scorso, qualcuno avesse cercato in seconda serata televisiva qualcosa di rilassante, beh, si sarebbe caricato di ansia da abbandono... (f.)

da OttopiùSpettacoli n.941, di Sabato 17 novembre 2007

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La proposta: perché ognuno di noi non stila un elenco di quelli che, secondo lui, sono i programmi per i quali vale la pena spender del tempo davanti al televisore? Programmi intelligenti, allegri, di cultura, di sport, purché non siano programmi che, oltre a non alimentarla, tentino addirittura di soggiogare la mente.
Vi chiedo di condividere il vostro elenco perché ho scoperto, parlando con un amico, che esistono programmi dei quali non avevo mai nemmeno sentito parlare e che, a parer suo, sembrano interessanti. Alcune volte si tratta solo di sapere che esistono (anche se li trasmettono in orari impossibili).
Mettete il nome del programma, seguito dal canale, dal giorno e dall'ora in cui viene trasmesso. Proviamo a rivoluzionare e rendere più interessante il palinsesto televisivo!

Vi chiedo gentilemente d'inserire le vostre risposte in coda a quest'articolo. Come fare?
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