CI VEDIAMO STASERA A CENA

 

  Giovedì sera (8 luglio 2010)

Roma, Trinità dei Monti, casa di Brino Vespa,  terrazza su piazza di Spagna: si svolge una bella cenetta. I commensali non sono amici qualsiasi, ma i Padroni nostri, quelli cioè che detengono il vero potere in Italia.

 In primis, Silvio Berlusconi e Gianni Letta, poi il governatore di Bankitalia Mario Draghi, il presidente alle Generali Cesare Geronzi, il segretario di Stato Vaticano Tarcisio Bertone e... udite udite: Pier Ferdinando Casini! 

C'è anche Marina Berlusconi, presidente della Fininvest e figlia del leader, ma non saprei in quale funzione.  

Io pensavo che manovre di governo, ipotesi di cambiamento di leadershep, rimpasti governativi e quant'altro fossero da decidere nelle sedi istituzionali, a palazzo Chigi, ad esempio, che è la sede del Governo. Mi pareva anche che le svolte governative si decidessero in Parlamento o tutt'al più nelle assemblee politiche, cioè nei congressi dei partiti, secondo l'uso democratico. E invece no! Le svolte più importanti non si decidono in Parlamento, Camera e Senato, ma a Palazzo Grazioli, che è la casa (si fa per dire) di Silvio Berlusconi e, ancora peggio,m a cena da Bruno vespa! 

Costui, giornalista della RAI ricordo che trattasi di Servizio pubblico) dovrebbe essere neutrale, al di sopra delle parti , essendo pagato per fare IN-formazione e non DE-formazione. 

 Ieri sera, in ogni caso, si sono radunati i veri poteri della nazione per discutere i problemi del governo (rapporto con Tremonti, richieste della Lega e naturalmente ruolo di Fini), ma soprattutto di un  eventuale riavvicinamento a Berlusconi dell'ineffabile Casini (portavoce politico del Vaticano). Qu4esto toglierebbe parecchie castagne dal fuoco al nostro beneamato leader: emarginerebbe Fini, in un certo senso sostituendolo, equilibrerebbe il ruolo di Bossi e, soprattutto, farebbe da trait d'union sociale, attraverso l'azione moderatrice della Chiesa. Questo per quanto appare a noi.

Ci saranno poi le "segrete cose" quelle che noi veniamo marginalmente a scoprire quando interviene la Magistratura o qualche intercettazione telefonica compare sui giornali. Quelle "cose" sono intrighi, interessi incrociati, scambi oscuri. Credevate che il Medioevo, o altri periodi storici studiati a scuola, fossero stati fugati dalla democrazia? Nient'affatto signori! Tutto è nelle mani di pochi. Noi, cittadini o popolo, che dir si voglia, non  c'entriamo per niente. A noi, con una pagliacciata chiamata "libere elezioni" ci chiedono una "crocetta". E niente più. Come nella canzone di Dario Fo "Ho visto un Re" che termina così:

E sempre allegri bisogna stare
che il nostro piangere fa male al re
fa male al ricco e al cardinale
diventan tristi se noi piangiam

 Occorre però aggiungere ai potenti sopra citati le Agenzie di Rating che fanno e disfano patrimoni e governi, in questa bella economia finanziaria che ci avvolge come una spira velenosa!  

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