Il Cavaliere riprende la retta via e ... si confessa!

 

 

Nel suo intervento al Congresso dei Cristiano Riformisti del 26 febbraio u.s. Berlusconi ha tuonato.

Può darsi che si fosse confessato, ma non é dato conoscere la penitenza inflittagli da Sacra Romana Chiesa.

 Possiamo intravederla nelle sue affermazioni al succitato Convegno, in cui egli recita il credo della scuola privata, della famiglia, della guerra santa a gay e comunisti.  

Berlusconi appare più realista del re, quando afferma che "poter educare i figli liberamente vuol dire non essere costretto di mandarli ad una scuola di Stato dove ci sono degli insegnanti che vogliono inculcare dei principi che sono il contrario di quelli che i genitori vogliono inculcare ai loro figli"

A parte la forma, non si è accorto che  l'aver usato il verbo "inculcare" due volte, con evidente ripetizione, non è solo un errore formale, ma quel verbo ha significato negativo, grave se attribuito ai genitori. Avrebbe dovuto usare "educare" in luogo di inculcare". Spero che Ferrara glielo spiegherà.

Da quando è comparso sulla scena il Cavaliere è notoriamente regredito. Ha ripreso la tiritera dei "comunisti" cercando, credo, di influenzare qualche vecchietto come lui, fermo alla retorica degli anni '80; ha ripreso una verve da tribuno intrisa di scorrettezze e gaffe.   

Riguardo alla scuola pubblica è evidente che berlusconi non vi è mai stato, altrimenti non si sognerebbe di fare certe affermazioni. Mi auguro che la Chiesa abbia il coraggio di dissociarsi da questa visione distorta della realtà, nonostante gli evidenti interessi economici ad essa legati. E' veramente grave, infatti, da parte di chi dovrebbe, in quanto capo di un governo democratico, risultare neutrale, se non difensore della  alla scuola di Stato. 

Ma il cavaliere ha scarsa nozione di certe cose, come rappresentanza democratica, ruoli super-partes, ecc. Infatti, rincara la dose, quando è costretto a giustificare le proprie parole:   

"[....] ricordare e denunciare l'influenza deleteria che nella scuola pubblica hanno avuto e hanno ancora oggi culture politiche, ideologie e interpretazioni della storia che non rispettano la verità e al tempo stesso espropriano la famiglia dalla funzione naturale di partecipare all'educazione dei figli". 

 Il rimedio è stato peggiore del male. 

Riguardo alla famiglia, ignorando anche qui il suo compito di rappresentare tutti i cittadini, abbastanza cieco e sordo da non cogliere la società che cambia, ripete: «deve essere costituita da un uomo e una donna che si uniscono per mettere al mondo dei figli». «Finché governeremo noi, non ci saranno mai equiparazioni tra le coppie gay e la famiglia tradizionale - assicura il premier - cosi come non saranno mai possibili le adozioni di bambini per i singoli o per le coppie omosessuali».

 

Non si chiede alla Chiesa di non portare avanti, a occhi chiusi, le proprie convinzioni, che ella chiama "tradizioni£ e "parola di Dio". Ogni cittadino è libero di aderire o no alla sua visione del mondo, ma, ribadiamo, il Presidente del consiglio deve accettare il pluralismo della società, che rappr4esenta, e condurre i suoi compiti istituzionali con capace equilibrio.

Niente di tutto questo: a parte le repressioni violente, noi in Italia ci sentiamo oppressi da un regime ridicolo, reazionario e sciocco. 

Mirella Floris

 

27 febbraio 2011

 

 

 

E Mons. Bagnasco lo smentisce. 

28 Febbraio 2011 

 "Il Messaggero" puntualmente oggi ospita un intervento di Mons. Bagnasco. Egli sconfessa le drastiche - e un po' rozze - affermazioni del Cavaliere. sulla inaffidabilità ideologica della Scuola pubblica. «Gli insegnanti della scuola pubblica inculcano agli studenti valori diversi rispetto a quelli 
delle famiglie», aveva detto. 

«La Chiesa, come sempre, ha molta stima e fiducia 
nella scuola perché è un luogo privilegiato dell'educazione - ha detto Bagnasco - tanto più che siamo nell'ambito del decennio sulla sfida educativa, che la Cei ha scelto. Quindi ci sta a cuore l'educazione integrale anche attraverso la scuola e in qualunque sede, statale o non statale, l'importante è 
che ci sia questa istruzione, ma anche questa formazione della persona che è scopo della scuola a tutti i livelli. Ci sono tantissimi insegnanti e operatori che sappiamo si dedicano al proprio lavoro con grande generosità, impegno e competenza, sia nella scuola statale che non statale. Quindi il merito va a loro. Tutti quanti ci auguriamo che anche la libertà di 
scelta dei genitori nell'educazione dei figli 
possa essere concretizzata sempre più e meglio ma questo riguarda un altro aspetto della scuola non statale. In generale, sicuramente tutti auspichiamo che la scuola, a tutti i livelli e in tutte le sedi, possa veramente rispondere ai desideri dei genitori per i loro figli». 

Notiamo la ben diversa forma con la quale si esprime il Cardinale, l'eleganza, direi, con la quale rivaluta la funzione degli insegnanti di ogni ordine, grado e sedi. 

 Abbiamo un sospetto: forse Berlusconi, dopo alcuni deputati di dubbia dignità, intendeva acquistare anche il favore della Chiesa? 

Il tentativo ci è sembrato maldestro. Ringraziamo Mons. Bagnasco per averci tolto quel dubbio.

 

 Mirella Floris

L'articolo de Il Messaggero 

 

 

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