Un mostro dalle infinite teste

 il capitalismo finanziario

 

                             

 

Per alcuni giorni mi sono rifugiata nel silenzio,sdegnata e avvilita dall'ennesimo scandalo del nostro Premier. Non ci si salva così, in un  aristocratico isolamento: ciascuno di noi è implicato in questo melmoso Presente, è colpevole se non si ribella.

   Tutti abbiamo criticato, sbeffeggiato, urlato allo scandalo, di  fronte ai ripetuti attacchi al decoro del nostro Presidente del Consiglio, ma pochi si sono mossi dalla propria tastiera per organizzare una risposta collettiva, per opporre un rifiuto che, partendo dai luoghi di lavoro, raggiunga6 le piazze.

 Bisogna interrogarsi: perchè ci siamo fatti intimidire dal chiasso televisivo? Sarà vero che gli uomini, lavoratori e padri, si sentono in fondo rappresentati da quest’uomo nei loro desideri più segreti?  E' possibile che le donne, oneste madri e fedeli spose, hanno sentito una sorta d'invidia per quelle che una volta si chiamavano "puttane"?

   Qualcosa di grave deve essere accaduto alla nostra coscienza. Radicata nel ricordo di antiche glorie, nella dignità scolpita da secoli sulle nostre cattedrali, nei valori cristiani o civil,i materia di riflessione dei nostri anni giovanili, la nostra coscienza è profondamente in crisi. Ci avevano detto che l'accumulazione capitalistica era al servizio della società e di una sua ordinata crescita: il "padrone" dava lavoro e benessere ai prestatori d'opera, il loro rapporto era regolato da civili organizzazioni. Da una parte la Confindustria, dall'altra il Sindacato contrattavano le condizioni del lavoro secondo i rapporti di forza e le rispettive dialettiche, tutto entro regole sancite dalla Costituzione e stabilite dalle leggi dello Stato. 

   Il comportamento degli eletti dal popolo, indipendentemente dall'orientamento politico, era improntato al decoro: i cattolici mostravano di seguire i dettami della Chiesa, i laici si ispiravano ai principi della Rivoluzione francese o al Socialismo. Frange di anarchici predicavano in un quasi-deserto la libertà individuale fuori dalle regole civili e più ancora da quelle religiose: chi li conosceva? I media non ne parlavano se non quando un eclatante e incomprensibile episodio li vedeva sanguinari protagonisti. Perfino i “rivoluzionari” svolgevano i loro sogni di trasformazione nell’ambito del rispetto e della tolleranza democratica.  

Poi è successo qualcosa: il senso della pubblica morale si è incrinato, la televisione si è riempita di donnine seminude in atteggiamento osé... Nel beneplacito generale! Le veline sono diventate modello per una generazione di fanciulle; il look è diventato un valore da perseguire.

Nel campo economico, l'andamento delle borse, il su e giù delle azioni ha preso il centro dell'informazione giornalistica e televisiva: tutti si sono sentiti investitori, perdendo di vista la realtà concreta. Un abbaglio generale ha occupato l'attenzione di molti, l'economia virtuale è entrata nelle conversazioni degli uomini e di molte donne.

   Sulla scena ha cominciato ad esibirsi un personaggio nuovo, che sfoggiava la propria ricchezza non si sa bene come guadagnata, che sorrideva alla folla istigandola a un ottimismo godereccio con battute, barzellette e assurde dichiarazioni via via smentite e riaffermate.     

   Molti ci sono cascati: il prototipo del “cittadino da bar” era lì sullo schermo, ammiccante, sorridente, ricco e felice. Appare ancora oggi presuntuoso e sfacciato, che attacca impunenente gli alti rappresentanti dello Stato, garanti della libertà e dell’uguaglianza del cittadino davanti alla legge. Diceva: “ce la puoi fare anche tu!” E oggi: “Io sono il vincente!” 

    Uno slogan ridicolo "la colpa è dei comunisti" ha preso il posto di ragionevoli spiegazioni al popolo su oscuri episodi pubblici e privati.  

L'incrinatura che serpeggiava già dagli anni ’90, si è allargata, ora è diventata una frana!

Ed eccoci qui: nessuna regola nei comportamenti privati e pubblici, nessuna regola nei rapporti di lavoro...

La Confindustria si sta sgretolando (oltre la Fiat sta uscendo Fin meccanica, è uscita Fin cantieri), quel sindacato che non si vende entra nella clandestinità...  

Noi ci sentiamo annichiliti dalla sfacciataggine senza confine che avanza dagli schermi televisivi; il sogno di fuggire dalla nostra patria dilaga; la voglia di ribellarsi cresce, sale dallo stomaco, soffoca la gola, sta per uscire in un grido incontrollato: 

NOOOO! 

   Sono perplessa all'idea che nei movimenti e nei partiti dell'opposizione l’attenzioine è puntata sul personaggio Berlusconi.  Non appare una ribellione forte al sistema; sospetto in questo comportamento una sorta di ipocrisia, che nasconde l'incapacità di risalire la china.

  

   A ben pensare, infatti, nonostante tutto, iL leader del Pdl non è la sola causa del nostro degrado, ne è solo il portabandiera, il "piazzista".

   Un tipo di capitalismo ha preso piede negli ultimi venticinque anni (pressappoco) nelle nostre società: quello finanziario: una specie di mostro a infinite teste che completamente fuori dalla realtà e dai bisogni delle persone, vola sul mondo, inventa investimenti virtuali, traffica al di saopra delle nostre teste.

Investe e disinveste, non secondo i concreti bisogni dei cittadini, ma seguendo le logiche di un gioco perverso, per il quale ogni giorno si creano o si bruciano capitali, sull'altare delle nuove divinità. Esse abitano nuovi Templi: le borse e le banche, ma sempre più nuotano disinvolte e prepotenti in un anche in un altro mare virtuale e sfuggente: la Rete.

   Chi sono gli uomini che stanno dietro e muovono il mostro? Una nuova specie disumana e senza volto, gli azionisti, piccoli e medi, ma enormi: decidonom le nostre sorti, ignorandoci. Hanno un portafoglio, virtuale nel cervello e nel cuore: giocano, ogni giorno, a tutte le ore. Le società di Rating registrano la situazione degli investitori.

   Lungo le strade e le città del mondo reale noi piangiamo derelitti difronte alla rovina dei valori umani, alla distruzione dell'ambiente, alla corruzione deglii antichi retaggi che la Storia ci ha lasciato. Malattie vecchie e nuove, frane e smottamenti, mari inquinati, spazzatura...

   In questa sporca e franante realtà si muovono i cittadini comuni, senza accorgersi del mostro poliforme che li sovrasta.

Andiamo verso la morte del pianeta e dell'uomo? Così pensano le sette che pullulano anch'esse incontrollate.

Non credo, ma questa paura c'è, si diffonde, e conviene al mostro perché distrae i suoi oppositori, per ora sparpagliati e divisi e per questo inefficaci.

Che ne sarebbe, infatti, dei vari Marchionne, se i lavoratori di tutto il mondo si unissero?

"Proletari di tutto il mondo unitevi!" scriveva Carlo Marx nell'ottocento.

E se fosse ancora valido?

Quali sono le spade degli eroi che potrebbero uccidere l'immonda creatura dalle mille teste? Anche l'eroe che combatte contro il mostro deve avere molte braccia, quelle di tutti i giovani del mondo, che unite e guidate dalle loro fresche intelligenze potrebbero salvarci.

A noi, la testimonianza e la speranza!

 

20 Gennaio 2010

Mirella Floris

                             

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