Scesi dalla gru, la protesta continua.

Brescia, 18 Novembre 2010

I lavoratori stranieri, dopo 16 notti e 17 giorni, sono scesi dalla gru. 

Le prime parole sono state di sconforto per non essere riusciti ad ottenere la sanatoria per tutti. Poi il dolore per i 9 egiziani "deportati"  al Cairo.

Così abbiamo avuto la conferma che la loro era una protesta collettiva, che minimamente si preoccupava del proprio destino individuale. 

 Tanti, infatti, più di centomila, sono gli stranieri che hanno fatto domanda per la sanatoria del 2009, dietro il pagamento di 500 euro, ma molti non l'hanno ottenuta: una circolare amministrativa, la circolare Manganelli, nel marzo 2010, li ha esclusi. Dal loro punto di vista sono stati truffati. 

Hanno creato un presidio davanti all’ufficio unico della Prefettura di Brescia, ma senza alcun effetto. Anzi, la polizia ha distrutto quel presidio. E' per questo che sono saliti sulla gru, all'inizio in sei, poi rimasti in quattro. 

Grande solidarietà è andata crescendo intorno a loro in tutta l'Italia. Testimone e tramite una radio: la Radio onda d'urto 

che è diventata anch'essa un simbolo, il riferimento per la lotta di tutti i migranti che lavorano in Italia, sfruttati e senza permesso di soggiorno.

E' un gatto che si morde la coda: se non hai il permesso di soggiorno incorri nel reato di clandestinità e, se hai commesso un reato, non puoi avere il permesso di soggiorno! 

Adesso sono scesi dalla gru, ottenendo di essere rappresentati legalmente dai loro avvocati.

Un'associazione, Diritti per tutti e le Associazioni dei migranti, ma poi tante altre associazioni antirazziste e tantissimi, migliaia, donne e uomini sensibili ai diritti umani, si sono raccolti attorno ai "ragazzi sulla gru", manifestando la loro solidarietà. 

 Arun, Jimi, Rachid e Sajad parlano al plurale: questo loro senso della fraternità e della fierezza d'essere nel loro diritto hanno un sapore antico, quello della resistenza antifascista o delle lotte per la democrazia dei popoli del Novecento.

  Per noi qui, immersi nella meschinità del tornaconto materiale, principi di dignità e di collettività sembrano, come suol dirsi, "arabo".  E, in fondo, se non propriamente arabi, almeno islamici sono questi kavoratori.

Forse torna di attualità il principio di Mao-tse-Dong che teorizzava il rapporto città-campagna (era un forte dibattito degli anni '60), quando, riguardo alla Rivoluzione cinese, si osservava che essa aveva creato le basi rurali e si era servita delle campagne per attaccare infine le città: la campagna è andata  alla città, durante la "lunga marcia", e ha portato la rivoluzione vittoriosa. A questa teoria della creazione delle basi rivoluzionarie nelle zone rurali e del loro progressivo riavvicinamento alle città, Lin Piao attribuiva un valore universale. 

Senza schematismi, si può avanzare l'ipotesi che la cittadella capitalistica occidentale, della quale l'Italia è parte, possa cambiare, conquistare una vera giustizia sociale, per la pressione dei giovani immigrati provenienti da paesi-campagne

In ogni caso, la "lotta sulla gru" ci ha dato un esempio forte della consapevolezza dei propri diritti da parte di giovani lavoratori: Arun, Jimi, Rachid e Sajad, un egiziano, un marocchino e due pachistani. Senza trascurare gli altri due che hanno resistito di meno, ma non per questo sono meno importanti, senza dimenticare i cinque di Milano, anch'essi in alto, sulla ciminiera di una fabbrica e tanti altri: sotto la gru o lontani da essa,  sparsi in Italia, in fabbriche, case, ospedali, campagne... sfruttati a volte per pochissimi euro, ricattati, presi, cacciati quando non servono più e perseguitati dalla legge; la sera nascosti in abitazioni fatiscenti o in capannoni abbandonati, per paura di essere fermati senza il permesso.

Il permesso di soggiorno è un  talismano: con esso puoi trovare una casa in affitto, puoi tornare per qualche giorno a casa, a riabbracciare tua madre, tua moglie, i tuoi figli...

Senza permesso non sei che un trasgressore, fermato, imprigionato, ricacciato alla povertà. 

Eppure le tue braccia, la tua intelligenza, la tua gioventù stanno facendo la ricchezza di molti in Italia e in Europa. 

E, concludendo, la somma raccolta dai lavoratori stranieri per la richiesta della sanatoria ha fruttato allo stato circa 140.000 euro! 

La lotta per la regolarizzazione continua, con presidi e altre iniziative. Ogni informazione, in tempo reale, si può ottenere da Radio onda d'urto.

 


Apprendimenti 

Concezione maoista

La legge della Sanatoria del 2009  

La situazione dei migranti scesi dalla gru (da BresciaOggi)


 La Circolare Manganelli

Ministero dell'Interno

Circolare n. 1843 del 17 marzo 2010 Ministero dell'Interno

Procedure di emersione dal lavoro irregolare prestato da cittadini stranieri nell'attività di assistenza e di sostegno alle famiglie. Motivi ostativi previsti all'art. 1 ter, comma 13, della legge 3 agosto 2009, n. 102

E' stato segnalato l'insorgere di dubbi interpretativi riguardo l'inquadramento della condanna inflitta per il reato di cui all'art. 14, comma 5 ter, decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 e successive modifiche ed integrazioni, violazione dell'ordine di allontanamento del Questore, tra i reati ostativi alla fruizione della procedura di emersione, prevista dalla legge 3 agosto 2009, n. 102.

Si premette che, ai sensi dell'art. 1 ter, comma 13, lettera c), della suddetta legge, costituisce motivo ostativo la condanna, anche con sentenza non definitiva, compresa quella di cui all'art. 444 c.p.p., per uno dei reati previsti dall'art. 380 e 381 del c.p.p., per i quali è obbligatorio o facoltativo l'arresto in flagranza di reato.

Tra essi, rientra nell'ambito dell'art. 381 c.p.p. la prima figura di reato prevista da citato art. 14, comma 5 ter, che punisce, con la reclusione da uno a quattro anni, lo straniero che senza giustificato motivo permane illegalmente nel territorio dello Stato in violazione dell'ordine impartito dal Questore di allontanarsi dal territorio nazionale entro cinque giorni.

Non rientra, invece, la seconda fattispecie di reato, prevista sempre dall'art. 14, comma 5 ter, che punisce con la reclusione da sei mesi ad un anno lo straniero che rimane illegalmente sul territorio dello Stato, in violazione dell'ordine impartito, se l'espulsione è stata disposta perchè il permesso di soggiorno è scaduto da più di sessanta giorni e non ne è stato richiesto il rinnovo, ovvero se la richiesta del titolo di soggiorno è stata rifiutata, ovvero se lo straniero si è trattenuto sul territorio dello Stato oltre il termine indicato nella dichiarazione di presenza di cui all'art. 1, comma 3 della legge 28 maggio 2007, n. 68.

Per quanto precede, si raccomanda alle SS.LL. di voler improntare l'attività provvedimentale attenendosi alle seguenti linee di indirizzo, con l'avvertenza che la problematica relativa alla summenzionata ipotesi di condanna ostativa, alla reclusione da uno a quattro anni, può presentarsi sia all'atto del rilascio del parere di competenza allo Sportello Unico per l'Immigrazione, sia nella successiva fase volta al rilascio del permesso di soggiorno, a seguito di riscontro AFIS.

Nel 1° caso, verrà dato parere negativo che sarà trasmesso allo Sportello Unico per i seguiti di competenza.

Nel 2° caso, si procederà all'archiviazione dell'istanza di rilascio del titolo di soggiorno ed ai necessari aggiornamenti dei sistemi informatici in uso, in quanto istanza presentata da soggetto non avente titolo. L'allontanamento dal territorio nazionale dello straniero dovrà essere disposto in seguito all'adozione del relativo provvedimento di rigetto dell'istanza di emersione da parte dello Sportello Unico, da acquisire con modalità da concordare previe dirette intese a livello locale.

Si ricorda che l'esito negativo della procedura di emersione comporta il venire meno dell'effetto sospensivo dei procedimenti amministrativi e penali nei confronti degli stranieri interessati con la conseguente riproposizione degli stessi e di quelli eventualmente emergenti in relazione alle specifiche situazioni.

Il Capo delle Polizia
Direttore Generale della Pubblica SicurezzaManganelli

 

Mercoledì, 17 Marzo 2010 

torna a Flash sul Presente