Lo scudo spaziale.

al Summit di Lisbona

 

Il 20 Novembre u.s. a Lisbona s'è tenuto il Summit della NATO.

Le difficoltà economiche dei paesi europei fanno pensare che una riduzione della partecipazione alle guerre della NATO potrebbe essere ridotta a favore di qualche risparmio nell'acquisto o nella produzione delle armi sempre più sofisticate e costose. 

Sembra, invece, rafforzato il ruolo subalterno della UE agli interessi militari USA, riguardo specialmente allo Scudo spaziale, rivisitato e rafforzato in questo Summit. 

 

 Scudo spaziale= batterie missilistiche mobili, radar terrestri mobili, radar e altri sensori su aerei e satelliti.

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O P I N I O N I  a confronto

 

 da: www.radiocittaperta.it/index.php?option=com_content&task=view&id=5447&Itemid=9

L’Europa ingabbiata dagli Usa nella Nato. 
di Tommaso Di Francesco - Manlio Dinucci (Il manifesto, 23 novembre 2010)

Nella dichiarazione del summit Nato di Lisbona (20 novembre 2010) si annuncia la creazione di una nuova struttura di comando, più snella ed efficiente. Immutata resta però la gerarchia. Il Comandante supremo alleato in Europa (Saceur) non può essere un militare europeo. Deve, per regolamento, essere un generale o ammiraglio nominato dal presidente e confermato dal senato degli Stati uniti. Solo dopo, formalmente, il Consiglio atlantico viene chiamato ad approvare la scelta. L’attuale Saceur è l’ammiraglio James Stavridis, già a capo del Comando meridionale Usa, la cui area di responsabilità abbraccia l’intera America latina.

Lo stesso criterio vale per gli altri comandi chiave dell’Alleanza. Ad esempio, a capo della Forza congiunta alleata a Napoli c’è l’ammiraglio Sam Locklear III, allo stesso tempo comandante delle Forze navali Usa in Europa e delle Forze navali Usa per l’Africa. Poiché tutti questi alti ufficiali fanno parte della catena di comando statunitense, che per loro ha priorità assoluta, anche le forze alleate europee ai loro ordini sono di fatto inserite nella stessa catena di comando che fa capo al presidente degli Stati uniti. Si capisce quindi perché, anche dopo la guerra fredda, l’Alleanza atlantica sia rimasta così importante per Washington.

L’effetto Nato sull’Europa

Per oltre 60 anni, ha sottolineato il presidente Obama nella conferenza stampa al termine del Summit, la Nato si è dimostrata l’alleanza che ha avuto il maggior successo nella storia: essa ha difeso l’indipendenza dei suoi membri e allevato le giovani democrazie in una Europa unita a libera. Questione di punti di vista. Il successo c’è stato, ma soprattutto a vantaggio degli Stati uniti. Essi sono riusciti a mantenere l’Unione europea, di cui temono la crescente forza economica, sotto la loro tutela politica e militare. Ciò perché i governi europei di ogni segno politico non hanno attuato una politica estera e della difesa diversa da quella degli Stati uniti, ma si sono accodati a loro in cambio di una fetta della torta nell’area di dominio e influenza dell’impero Usa. Come spiega la Commissione europea, la difesa collettiva, in origine di competenza della Ueo, è ora entrata a far parte delle competenze della Nato.

E quelle che Obama definisce le giovani democrazie allevate dalla Nato, ossia i 12 paesi dell’ex-Patto di Varsavia e dell’ex-Urss inglobati nell’Alleanza tra il 1999 e il 2009, sono legate tramite i loro governi più a Washington che a Bruxelles. Ciò ha permesso agli Stati uniti di avere maggiore influenza nella Ue e di estendere la loro presenza militare sul territorio europeo, allargandola verso est, in particolare nelle repubbliche baltiche, in Romania e Bulgaria. E nella dichiarazione del summit si indicano i paesi cui guarda la Nato per un ulteriore allargamento: Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Macedonia, Ucraina, Georgia.

La presa militare Usa sull’Europa si rafforzerà enormemente con lo «scudo» missilistico, che i governi europei hanno ufficialmente accettato al summit di Lisbona. L’intera architettura dello «scudo» (batterie missilistiche mobili, radar terrestri mobili, radar e altri sensori su aerei e satelliti) sarà gestita dal Pentagono nel quadro della sua rete globale di comando, controllo e comunicazioni. Le conseguenze sono facilmente immaginabili. Il contenzioso con la Russia è tutt’altro che superato dal clima distensivo, creato ad arte al summit di Lisbona, e sarà acuito dall’ulteriore spinta della Nato verso est. L’Europa rischia quindi di trovarsi ancora una volta in prima linea. Per di più, gli Stati uniti potrebbero un giorno usare l’architettura dello «scudo», da loro controllata, per mettere i paesi europei in allarme su un imminente attacco missilistico (ad esempio da parte dell’Iran) e giustificare così la necessità di un attacco preventivo. Soprattutto a questo è destinato lo «scudo», concepito per proteggere le forze militari proiettate in aree esterne al territorio della Nato.

Questa – ha chiarito al summit il premio Nobel per la pace Barack Obama – resterà un’alleanza nucleare e gli Stati uniti manterranno un efficiente arsenale nucleare per assicurare la difesa di tutti i loro alleati. Ciò significa che gli Usa manterranno le loro bombe nucleari tattiche in Europa e useranno il suo territorio quale base avanzata delle loro forze strategiche nucleari.

L’Italia a stelle e strisce

Ancora più critica diverrà la situazione del nostro paese nel quadro del nuovo concetto strategico, varato dal summit di Lisbona. Acquisterà ulteriore importanza il quartier generale della Forza congiunta alleata a Napoli, che nel 2011 si trasferirà da Bagnoli a Lago Patria in una nuova sede di 85000 m2, con un personale di 2.100 militari e 350 civili. Aumenterà anche l’attività del Comando marittimo alleato e delle Forze navali Nato di supporto e attacco, i cui quartieri generali sono a Napoli, e del Corpo di spiegamento rapido Nato di Solbiate Olona (Varese). A Sigonella entrerà in funzione il sistema Ags, il più sofisticato sistema di spionaggio elettronico non per la difesa del territorio dell’Alleanza, ma per il potenziamento della sua capacità offensiva fuori area, soprattutto in quella mediorientale. A tutto questo si aggiungeranno i missili e altri componenti dello «scudo» Usa e l’Hub aereo militare di Pisa, che sarà messo a disposizione della Nato.

Sarà allo stesso tempo potenziata l’intera rete delle basi Usa. Da quella aerea di Aviano, dove probabilmente saranno concentrate tutte le bombe nucleari Usa in Europa, a quella di Vicenza, base della 173a brigata aviotrasportata e dello U.S. Army Africa (Esercito Usa per l’Africa). Da Camp Darby, la base logistica che rifornisce le forze terrestri e aeree Usa, a quella aeronavale di Sigonella, dove si trova uno dei due centri di rifornimento della U.S. Navy fuori dal territorio statunitense. Nella stessa base vi è una delle tre stazioni terrestri delle telecomunicazioni spaziali della U.S. Air Force e, nella vicina Niscemi, entrerà in funzione il sistema Muos di telecomunicazioni satellitari di nuova generazione della U.S. Navy.

Contemporaneamente, sulla scia della strategia Usa/Nato, le forze armate italiane sono impegnate in 27 operazioni militari internazionali, dall’Afghanistan alla Georgia, dall’Iraq al Libano, dal Congo ad Haiti. E vengono dotate di nuovi sistemi d’arma (come il caccia F-35), adatti alla proiezione di forze. Con una spesa militare che fagocita denaro pubblico: 25 miliardi di euro annui, che andranno aumentati per adeguarsi al nuovo concetto strategico della Nato.


 da America oggi

 

Nato. Summit di Lisbona. Per Obama l'Europa non è una priorità

19-11-2010 

LISBONA.  Nonostante la Casa Bianca insista nel dire che il presidente degli Stati Uniti Barack Obama sbarcherà oggi per l'ottava volta in Europa, confermando il carattere privilegiato e prioritario delle relazioni transatlantiche, la realtà è probabilmente un'altra, a poche ore dal Vertice Ue-Usa in calendario domani pomeriggio a Lisbona.

 Al suo secondo Summit con l'Unione europea, il primo dopo l'entrata in vigore del Trattato di Lisbona, Obama vedrà i presidenti della Commissione e del Consiglio Ue José Manuel Barroso e Herman Van Rompuy. L'incontro è in calendario domani intorno alle 16:00 locali, dopo i due summit della Nato (quello dell'Alleanza Atlantica poi ampliato ai 49 paesi presenti in Afghanistan, e quindi il Consiglio Nato-Russia), e durerà al massimo un paio d'ore.

I temi trattati saranno molto generali come la cooperazione economica, si parlerà di controterrorismo, e si affronteranno temi globali come i cambiamenti climatici e l'aiuto allo sviluppo, secondo Liz Sherwood-Randall, senior director per gli Affari Europei presso il Consiglio di Sicurezza Nazionale della Casa Bianca. Quando l'anno scorso Obama si era autodefinito "il primo presidente del Pacifico degli Stati Uniti", non si trattava di una presa di posizione educata di un capo di stato nato alle Hawaii per far piacere ai partner asiatici degli Stati Uniti, ma di una presa di posizione sincera.

Le ragioni sono numerose, ed Obama è probabilmente ancora più presidente del Pacifico di prima, visto che per la Casa Bianca creare una serie di legami forti nel sud-est asiatico appare prioritario per controbilanciare il potere e l'influenza sempre più forte della Cina. Con l'Europa c'é qualche tensione atlantica ma non solo, con il timore che gli europei investano sempre meno per la difesa, delegando di fatto una parte crescente della sicurezza agli americani.

Lo aveva chiaramente indicato il segretario alla Difesa Usa Bob Gates, prospettando un futuro fatto più di ombrelli antimissile che di basi militari statunitensi. Nonostante la Sherwood-Randall abbia ricordato che per gli Usa "Un'Europa forte rappresenti un partner forte" e che gli scambi e gli investimenti rappresentano 4mila miliardi di dollari oltre a numerosi posti di lavoro, qualcosa è cambiato. Per i prodotti Usa, anche a causa del caro euro e della concorrenza internazionale, gli sbocchi sono altrove, specie nei paesi asiatici sempre più ricchi. Con l'Europa crescono anche le divergenze sulle ricette per uscire dalla crisi dopo la decisione di stampare nuovi dollari, mentre in Oriente gli Usa vengono percepiti sempre più come una alternativa alla Cina.

Non è poi da sottovalutare la questione del feeling tra leader.

 Il predecessore di Obama, George W. Bush, aveva una relazione privilegiata con il premier britannico Tony Blair, mentre con David Cameron, un conservatore pronto a ridurre drasticamente tutte le spese, non c'é un rapporto dello stesso tipo.

La Germania di Angel Merkel è uscita molto irritata dal Vertice del G20 di Seul, con le richieste di Obama di aumentare i consumi interni tedeschi visto che sono i più ricchi. Tra Francia ed Usa ci sono sempre stati alti e bassi, ma Obama ed il francese Nicolas Sarkozy erano riusciti a creare un rapporto più che decente.

 


da Blog map 

"Se venisse confermata la notizia della recente approvazione di una direttiva ministeriale NATO per mantenere un arsenale nucleare in Europa, che comporterebbe la concentrazione delle armi nucleari ancora presenti su territorio europeo in 2 sole basi, tra cui quella italiana di Aviano, il Governo italiano si troverebbe nella difficile condizione di disattendere l’impegno assunto in Parlamento il 3 giugno 2010 per una progressiva riduzione delle stesse armi nucleari, nella prospettiva della loro eliminazione”.

E’ quanto dichiara Federica Mogherini, deputata PD e Segretario della Commissione Difesa della Camera dei Deputati.

“Tale decisione assume ancora maggiore rilievo alla vigilia del vertice NATO che si apre domani a Lisbona, che ridefinirà il Concetto strategico dell’organizzazione e metterà al centro del dibattito la presa di posizione di Germania, Olanda, Lussemburgo, Norvegia e Belgio, contrari ad un’ulteriore permanenza di armi nucleari sul suolo europeo, per giungere ad una scelta concertata e condivisa dell’Alleanza sulla questione.

In questi mesi, nonostante un dibattito aperto in Europa, il Governo italiano ha mantenuto un silenzio assordante. Anche ieri in Commissione, i Ministri degli Esteri e della Difesa hanno sostanzialmente eluso il tema, parlando d’altro. A questo punto, tanto più se venisse confermata la decisione di concentrare gli arsenali nucleari europei ad Aviano, sarebbe forte il sospetto che il Governo italiano sia disimpegnato non solo per inerzia, ma per una sua esplicita volontà.

Su questo ci vogliono parole chiare, che spazzino via ogni dubbio e che mi auguro possano arrivare già domani da Lisbona, dove il Governo italiano deve impegnarsi a tenere fede all’impegno assunto lo scorso giugno in Parlamento per una progressiva riduzione e eliminazione delle armi nucleari dal territorio europeo, a partire proprio dal nostro Paese”.

 

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