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29 agosto 2008 Integrità territoriale e diritti umani Tutto è cominciato con l'indipendenza del Kosovo e il suo immediato riconoscimento da parte degli USA e di più importanti stati d'Europa. Le considerazioni su quella vicenda si trovano su questo sito in Flash sul presente. I più attenti osservatori, nel Febbraio scorso, avvertirono che dall'indipendenza del Kosovo, contro la legalità internazionele, sarebbe potuta seguire una reazione a catena soprattutto nella regione caucasica, dove antiche rivalità, etnie diverse e interessi politico-militari avevano già creato tensioni (vedi Cecenia). Siamo in una fase storica in cui la veloce globalizzazione dei capitali e dei mercati produce a contraccolpo un processo di particolarismi e frammentazioni, come bene scrive Loretta Napoleoni nel libro Economia canaglia. Sarebbe stato saggio allora convocare un incontro internazionale e considerare gli equilibri delle grandi potenze o meglio ancora l'interesse dei popoli, invece di correre frettolosamente al riconoscimento del Kosovo, che si staccava dalla Serbia analogamente all'Ossezia del Sud oggi. Complesse e particolareggiate sono le ragioni dell'effetto-domino nella regione del Caucaso al quale assistiamo in questi giorni. Per cercare di capire è opportuno considerare i rapporti NATO - Russia e le reciproche influenze. Dove sono le basi militari della NATO? In Italia sono 107. In Europa sono in tutti i paesi della Nato e in altri limitrofi: circondano la Russia. Anche nel Kosovo (vedi qui) sono presenti basi NATO dotate di armi altamente sofisticate. Camp Bondsteel, nel sud-est del Kosovo, è la più vasta e costosa base militare degli Stati Uniti all'estero. Il 15 Agosto 2008 è stato firmato il trattato Polonia NATO A sua volta la Russia detiene il controllo di basi militari nei territori confinanti con l'Europa.. L'Ossezia Sud e L'Abkhazia offrono basi a Mosca, mentre anche il Tagikistan sembra seguire: avrebbe offerto la propria disponibilità a Mosca per una base militare. Siamo di fronte a una pericolosa escalation . E' possibile, scrive Panebianco, che "... il Diritto e la Morale possano sostituire nel mondo la Forza... "? E' evidente che non è possibile. PER ORA. Non bisogna, tuttavia, ergere a legge eterna una condizione storica determinata: ai nostri giorni trionfa un capitalismo, prevalentemente finanziario, sempre più agguerrito e disposto a tutto; le regole del gioco disattese in nome dei profitti, cedono il posto al sopruso e alla violenza. Appare difficile in questa situazione il superamento degli egoismi, la crescita morale dell'uomo al servizio del bene comune. Tuttavia, una ricerca seria nel passato mostra che gli uomini in tempi storici progrediscono. Il piccolo spazio della nostra vita individuale deve essere speso nella testimonianza delle aspirazioni alla pace. Questa concezione del mondo, anche se per ora non vincente, anima le filosofie di larga parte degli intellettuali e di quanti non si lasciano irretire dalle spire del possesso e del consumo. Per tornare al
presente: I ministri degli Esteri del G7 (Gran Bretagna, Usa, Giappone, Francia, Italia, Canada e Germania) non condannano la Russia per il riconoscimento dell'indipendenza di Abkhazia e Ossezia del Sud, ma prevedono "attenzione". E' previsto un vertice bilaterale Ue-Russia il 14 Novembre a Nizza. Si spera in un componimento pacifico della vertenza. Mirella Floris vedi anche: http://www.disinformazione.it/basiusa.htm http://www.guidasicilia.it/ita/main/news/index.jsp?IDNews=31619
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