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Nubi pericolose all'orizzonte nell'Europa dell' Est
La comprensione del presente necessita sempre di partire da lontano, ma qui possiamo solo accennare al profondo cambiamento avvenuto in Europa con la caduta dell'Unione Sovietica.
Il simbolo riconosciuto del cambiamento è la caduta del muro di Berlino nel 1989. Nel febbraio 1990 l’URSS divenne una Repubblica presidenziale Il 25 dicembre 1991 l’Unione Sovietica venne ufficialmente sciolta e cessò di esistere Che ne è stato dei cosiddetti Stati satelliti? (vedi scheda) Prime a dichiararsi indipendenti furono le tre repubbliche baltiche (Estonia, Lettonia, Lituania) La Germani dell'Est si unificò a quella dell'Ovest nell'ottobre del 1990. Alle frontiere della nuova Federazione Russa si agitano diversi interessi e rivendicazioni autonomistoche. Molti i problemi restati irrisolti
Il nodo del CAUCASO
Il Caucaso comprende territorialmente queste Repubbliche: Ciascuno di questi Stati contiene etnie e culture diversi, che, in parte sfruttati per gli interessi delle grandi potenze (USA-RUSSIA-EUROPA), aspirano all'indipendenza (secessione).
Città capitale: Tbilisi. E' composta da diverse etnie così distribuite: Georgiani 83.8%, armeni 5.7%, russi 1.5%, azeri 6.5%, osseti 0.9%, altri 1.6% L'Ossezia del Sud (cap. Tskhinvali) ha manifestato fermenti per il distacco dalla Georgia e l'unificazione con L'Ossezia del Nord (cap. Vladikavkaz) che fa parte della Federazione Russa; l'Abkhazia (cap. Sukhumi) analogamente chiede l'autonomia dalla Georgia. Altri punti di attrito nella regione a Nord la Cecenia da tempo travagliata da conflitti per l'indipendenza dalla Russia, l'Azerbaijan con movimenti secessionisti da parte dell' Nagorno-Karabakh. Discorso a parte meriterebbe l'Ucraina tra UE, NATO e Russia con la Crimea e le sue aspirazioni autonomiste. Da considerare infine la Moldavia, anch'essa territorio d'interesse.
Vediamo, dopo la caduta del muro, dai Balcani al Caucaso e alle altre regioni una linea d'instabilità, radicata in fenomeni venuti dal passato e tornati ora alla ribalta e strumentalizzati dalle potenze che si contrastano per interessi economici e politici.
I popoli delle zone in conflitto non sembrano avere diritti umani né per l'una né pel'altra parte in gioco. Tutti usano a pretesto i diritti umani con occupazioni militari, ipocritamente dette di peacekeeping. E' caratteristica del sistema economico-politico attualmente in auge mettere al primo (e a volte unico) posto l'interesse. |
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siti utili:
http://www.letturefantastiche.com/il_tramonto_dell_impero_sovietico_e_la_caduta_del_muro_di_berlino_2.html
http://www.noisefromamerika.org/index.php/articles/13_settembre_1985:_il_crollo_dell%E2%80%99Unione_Sovietica
http://www.giuliettochiesa.it/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=126
http://www.carta.org/articoli/3414
http://it.wikipedia.org/wiki/Ucraina#L.27Ucraina_tra_UE.2C_NATO_e_Russia
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