Il rischio è

E P I D E M I A !

 

24 10 2010

A Napoli e provincia ci sono 8 mila tonnellate di rifiuti per strada: gas potenti invadono l’aria, topi e piccioni, attratti da tanto cibo, si moltiplicano; la vita diventa pericolosa. E non solo per il cancro. Si profila un pericolo tremendo: il colera . Lo iporìtizzano vari giornali, come Il giornale; lo scrive  "cultumediamagazine".

Gli ispettori della commissione europea hanno dichiarato: “Dopo due anni la situazione non è molto diversa. I rifiuti sono per le strade, non c’è ancora un piano di trattamento e gestione della differenziata”. 

Il decreto del 18 novembre è pronto oggi 24 Novembre. Perché? Il decreto contiene "un piano di accelerazione per la creazione degli impianti termovalorizzatori, conferendo al presidente della regione Stefano Caldoro quei poteri commissariali, legati a quegli eventi di straordinaria urgenza". Quel decreto, dunque, stabilisce norme straordinarie per l'avvio degli inceneritori. Ma chi deve occuparsene? La regione, sembrerebbe. Secondo il comma tre dell’articolo 1, tocca infatti al presidente della Regione nominare i commissari straordinari che si occuperanno della costruzione degli inceneritori, ma solo previo raccordo con quelli di Provincia. Non è una differenza banale: se vengono incaricate le Province, potrebbero fare affari certi imprenditori legati a certa camorra (vedi Cosentino), se se ne occupa la Regione forse no,  potrebbe trionfare la “legalità”: i lavori potrebbero essere sottratti ai soliti noti che sarebbero legati a Cosentino, protettore  di Luigi Cesaro (presidente della provincia di Napoli) ed Edmondo Cirielli (presidente di quella di Salerno). Il condizionale è d'obbligo-

 La vicenda dei rifiuti di Napoli è difficile da capire, sfugge a una lettura logica, perché gli intrecci, anche loschi, che la ricoprono creano un velo di nebbia e allontanano la nostra comprensione. Solo con il disvelamento degli interessi legati alla costruzione degli inceneritori, si può capire in parte la presa di posizione della ministra Carfagna e soprattutto il congelamento del decreto, scandaloso se si pensa all'urgenza della situazione rifiuti. 

 Sulla salute dei cittadini si giocano partite politico-affaristiche! 

 

 

Noi riteniamo che la soluzione vera (non solo per Napoli, ma anche per Palermo e presto anche per Roma) sia da ricercare nella costruzione di impianti di compostaggio per il riciclo del materiale prima ben differenziato. E' la soluzione tedesca. In Campania esistono già cinque di questi impianti, mai usati però, ormai abbandonati o trasformati a loro volta in depositi di spazzatura.

Il metodo del riciclo non comporta i lauti guadagni previsti dagli inceneritori, e, pur essendo alla fine del ciclo remunerativo, non li consente nell'immediato.  Se almeno l'energia che si ricava dagli inceneritori fosse destinata al beneficio della popolazione, potrebbe essere anche accettato, sia pure per un periodo transitorio, ma come a Brescia, il frutto è nelle mani dei provati (**), che guadagnano sia per la raccolta che per l'energia ricavata dall'incenerimento.

 

Su questi temi suggeriamo tra i tanti: 

Porta a porta 

gestione dei rifiuti 

(*) Nota da wikipedia:  A Brescia, in prossimità della città, c'è uno dei termovalorizzatori più grandi d'Europa (ca. 750 000 tonnellate l'anno: il triplo di quello di Vienna) che soddisfa da solo circa un terzo[8] del fabbisogno di calore dell'intera città (1100 GWh/anno).
Il termovalorizzatore di Brescia, nonostante sia stato coinvolto in due violazioni di direttive europee, delle quali una a livello nazionale riguardante il CIP 6, sfociate anche in una condanna da parte dell'Unione Europea[9], nell'ottobre 2006 è stato proclamato «migliore impianto del mondo»[10] dal WTERT (Waste-to-Energy Research and Technology Council), una associazione formata da tecnici, scienziati ed industrie di tutto il mondo. [11]

Da notare che la produzione di RSU della provincia di Brescia è minore della capacità dell'impianto, per cui per far funzionare a pieno regime i forni devono essere reperite circa 200 000 tonnellate l'anno di rifiuti di altra provenienza e/o tipologia. 

(**) Per l'impianto di Brescia, nel 2006 ASM Spa ha ricevuto contributi per oltre 71 milioni di euro. Più si termoutilizza, più si guadagna. Vedi bioblu. 

 


Approfondimenti:

Il testo del decreto 

La lotta della ministra Carfagna


(*) Il colera è una malattia infettiva del tratto intestinale, caratterizzata dalla presenza di diarrea profusa, spesso complicata con acidosi, ipokaliemia e vomito, causata da un batterio Gram-negativo a forma di virgola: il Vibrio cholerae

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