Intervenire il Libia
contro il macellaio Gheddafi
| Non possiamo
restare indifferenti di fronte ai sanguinari colpi di coda di un mostro
ferito.
Per GHeddafi non c'è scampo: le più importanti tribù, i giovani, l'esercito sono contro di lui, che ha con sé ormai solo i legionari, mercenari prezzolati per uccidere. L'ONU o la NATO potrebbero creare immediatamente una forza di peacekeeping , come è avvenuto in tanti paesi. Non si può lasciare la Libia come la Somalia. |
La complessità delle tribù
|
La struttura delle tribù, in Libia, si perde nella notte dei tempi. Le più , attorno a cui orbitano le altre sotto-tribù, sono quattro: i Warfalla e i Ghadafa, appunto, e i Meqarha e gli Zuwayya. La società è divisa tra loro. In questo momento, ma penso per ancora, la tribù Ghadafa controlla l'aviazione, una non le forze di terra, controllate da vari clan, molti dei quali riconducibili ai Warfalla. Non a caso, la rivolta è partita da Zintan, città a sud di Tripoli e controllata dall'omonimo clan vicino ai Warfalla. L'ex braccio destro di
Gheddafi, l'ex premier Abdelsalam Jallud, appartiene al clan dei
Maghariba, affiliati ai Warfalla.
vedi: Libia, il rischio delle tribù di Barbara Ciolli su Lettera 43 |
I nostri
interessi
Roma rappresenta il principale partner economico della Libia. Tripoli si colloca rispettivamente al primo e al terzo posto tra i nostri fornitori di petrolio e gas naturale. Il 99% delle
importazioni italiane sono idrocarburi mentre
esportiamo soprattutto prodotti Col «trattato di amicizia»del 2008 l'impegno con la Libia per il risarcimento bellico è di 5 miliardi in 25 anni, in cambio del controllo dei flussi migratori e di investimenti italiani nel paese: accesso alle risorse naturali e una corsia preferenziale alle imprese italiane per costruire infrastrutture di base per un importo di 5 miliardi di dollari in vent’anni. Oggi gli italiani
operano in: settore petrolifero, Si possono trovare altri dettagli in questo articolo sulla Stampa del 20/02/2011 - Particolar4e attenzione merita l'ENI presente in Libia dal 1959. Il colosso italiano degli idrocarburi ha rinnovato i suoi contratti di esplorazione e produzione su petrolio e gas fino al 2042. Altre notizie: Blitz
quotidiano
|