
NO-FLY ZONE: sì o no? NO!
|
Sì, no... forse... La proposta di intervenire in Libia con un a no-fly zone vaga da un tavolo all'altro della diplomazia internazionale:, dagli USA (Obama è d'accordo ma... ) all'Europa, al G8... all'ONU. Tutti se la rimpallano questa no-fly. Intanto, Gheddafi va avanti minaccioso sul terreno e sui media e suo figlio se la ride di noi in TV. Questa questione sarebbe un po' da ridere se non ci fossero di mezzo morti e feriti, dei quali non si sa quasi niente. Testimoni attendibili in Libia sembra non ci siano e spariscono giornalisti come carte di un prestigiatore. Gheddafi deve avere qualcosa di speciale, se da anni nessuno osa fermarlo sulla via della repressione e della mancanza di democrazia. E' certo che noi europei non lo capiamo. A partire dall'idea di tribù che organizza il popolo libico a finire agli usi di vita tratti da deserto e mantenuti in città. Gheddafi sembra un personaggio dei secoli scorsi, beduino fino in fondo. E l'idea di beduino a noi suggerisce atmosfere colonialiste del tipo "sì badrone": un po' ce ne vergogniamo In ogni caso, alla prima condanna occidentale per la repressione minacciata e messa in atto da Gheddafi contro la rivolta in Libia, non è seguita nessuna azione seria. Non si vede una vera e propria diplomazia al lavoiro presso i capi tribù , dei quali non si sa chi siano e cosa pensino, quali legami, quali comportamenti abbiano con il popolo. Una nebbia non diradata ricopre la vera Libia. Anche in Italia non appaiono sui media servizi di vera informazione. La no-fly zono sarebbe stata importante., se messa in atto subito, come deterrente a favore del popolo in lotta. E comunque la Libia, diciamo pure Gheddafi, ha le risorse energetiche. Tutti hanno gola di averle, tutti hanno paura di perderle. Forse sono dovuti a qyesto stato d'animo l'incertezza o meglio l'immobilismo. Gli interessi e le paure economici appaiono senza veli. senza pudore. Nulla si esalta dell'idea di democrazia, di libertà; gli interessi economici e del mercato, soprattutto azionario tengono banco. Non sentiamo più parlare di interventi umanitari, né dei nostri ragazzi che si sacrificano per la democrazia. In Italia ci si preoccupa degli immigrati e del petrolio, negli altri paesi del petrolio e della stabilità finanziaria. Si sta creando una paradossale contraddizione tra la nostra partecipazione alla guerra in Afghanistan e la nostra indifferenza agli avvenimenti del Nord Africa. Chi è favorevole all'intervento della no-fly zone? La Francia (“Francia e Gran Bretagna propongono da due settimane dei raid mirati”... "Solo la minaccia dell'uso della forza può fermare Gheddafi" dice il Capo della diplomazia francese, Alain Juppé). Il Libane l'Arabia Saudita prenderebbero parte. L'Italia è favorevole alla no-fly zone se decisa dall'Onu: massima ipocrisia, perché conosciamo la contrarietà della Russia e della Cuia senza l'approvazione delle quali il Servizio di Sicurezza dell'ONU non può che rifiutare. E Obama? Dopo le prime posizioni di condanna dura contro Gheddafi il governo USA si defila. Dal New York Times di ieri si evince che la Casa Bianca cerca improbabili alternative, mentre è piuttosto fredda sulla no-fly zone. In ogni caso sembra tardi ora per un intervento in questo senso: per organizzarlo ci vorrebbe parecchio tempo. Ancora una volta trionfa la legge del più forte. Approfondimenti: LIMES: http://temi.repubblica.it/limes/no-fly-zones-e-voli-pindarici/21099 bEDUINI: http://www.fausernet.novara.it/~smplomba/deserti/beduini.htm |