Tra energia e Kosovo si rinnova il patto russo-serbo
La Russia incassa un nuovo successo nella battaglia per l'energia in Europa.    

da: http://www.rinascitabalcanica.com/?read=6209

25.01.2008 - Tadic incontra Putin e consolida l'asse Mosca-Belgrado 

Si è svolto a Mosca l'incontro tra Boris Tadic e Vladimir Putin per perfezionare l'accordo energetico Nis-Gazprom, in occasione del quale il Presidente serbo ha espresso la sua stima per la posizione decisa e inamovibile del Cremlino contro l'indipendenza del Kosovo.

Nella giornata di oggi si è svolto il tanto atteso incontro tra i rappresentanti del Governo serbo e le controparti della Gazprom del Cremlino, per ufficializzare il contratto di cessione del 51% della Società petrolifera serba (NIS) alla Gazpromneft, per un valore di 400 milioni di euro, a cui farà seguito il reinvestimento di 500 milioni di euro all'interno della società, nonché la partecipazione della Serbia ad una serie di progetti infrastrutturali tra cui anche il South Stream. Il Presidente Boris Tadic e il Primo Ministro Vojislav Kostunica, il Ministro degli Affari Esteri Vuk Jeremic e hanno infatti incontrato il Presidente Vladimir Putin e le loro controparti russe, per discutere del consolidamento della collaborazione bilaterale tra i due Paesi, sia dal punto di vista energetico che politico. "Durante l'incontro, abbiamo ancora una volta sottolineato che la Russia si contrappone in maniera categorica ad una proclamazione unilaterale dell' indipendenza del Kosovo", ha dichiarato Vladimir Putin alla stampa avvertendo che una violazione dell'integrità nazionale serba "rischierebbe di provocare danni irreparabili all'intero sistema del diritto internazionale nonché di avere delle conseguenze negative sia per i Balcani che per il mondo".
A tal proposito, ha visto nel testo approvato dal Consiglio Europeo lo scorso 22 gennaio un primo passo verso una pacifica risoluzione del Status del Kosovo, osservando come il documento metta in guardia contro il rischio che il Kosovo non si trasformi in una polveriera. Apprezza così il "coraggio" e "l'indipendenza" delle posizioni parlamentari contenute nel testo che viaggiano, secondo il suo parere, sulla stessa linea politica del Cremlino. "Considerando che ogni possibilità di giungere ad un compromesso sono ormai esaurite, devono essere considerate altre vie per ottenere una soluzione in vista di impedire che il Kosovo non si trasformi in polveriera", afferma il testo citato dallo stesso Putin. "Notiamo che la nostra presa di posizione gode oggi del sostegno dei politici in Europa che, a dispetto della congiuntura politica e della disciplina,danno prova di coraggio sopratutto in seno alle strutture della Nato, hanno dei giudizi indipendenti nel rispetto delle tradizioni della cultura politica europea, e cercano di diffondere così i principi di giustizia", ha sottolineato il Presidente russo.
A tale dichiarazione, fanno eco le parole del Presidente Tadic. "La Serbia non rinuncerà mai alla preservazione della sua integrità territoriale", ha insistito Tadic aggiungendo tuttavia che "la Serbia è sempre pronta ad un compromesso." Un sentimento di profondo rispetto e riconoscenza traspare del discorso di Tadic, che non nasconde come "la Serbia farebbe fatica a difendere i propri interessi in Kosovo senza questa posizione", ricordando come "la prossimità dei (nostri) popoli e delle (nostre) lingue contribuisce anche al mantenimento di relazioni profonde tra i due paesi", ha aggiunto Tadic. Da tale incontro arriva dunque la decisa risposta dell'asse Belgrado-Mosca alla propaganda di Hashim Thaci, che, nonostante le riserve più volte sottolineate da Janvier Solana, annuncia con sicurezza la proclamazione dell'indipendenza della regione in tempi brevi.
Il consolidamento della collaborazione tra Serbia e Russia, ufficializzata dalla presenza di Boris Tadic a Mosca, non ha placato, tuttavia le forti polemiche sollevate nei confronti del Presidente uscente, soprattutto con riferimento alla questione del Kosovo. Molti tra i partiti di opposizione continuano a sottolineare l'ambiguità delle posizioni di Tadic sul Kosovo, nonché sulle politiche di privatizzazione del patrimonio dello Stato serbo. La cessione di Nis per 400 milioni di euro, circa un quarto della sua valutazione originaria richiesta, non è piaciuta a coloro che chiedevano una maggiore stima del valore della Società petrolifera di Stato. Inoltre, non piace l'atteggiamento conciliatorio di Tadic nei confronti dell' Unione Europea, che ha imposto un aut aut sulla ratifica dell'Accordo di Stabilizzazione e Associazione e la difesa del Kosovo. Il Ministro Vojislav Kostunica ha infatti dichiarato che "il Presidente Boris Tadic deve abbandonare il suo atteggiamento pro-UE se vuole l'appoggio del Partito Democratico della Serbia al secondo turno delle elezioni presidenziali". Precisa infatti Kostunica che la Serbia potrà entrare all'interno dell'EU solo se anche la sua integrità territoriale sarà mantenuta. Vede dunque nella pianificazione di una missione EU in Kosovo come una violazione della sovranità della Serbia, e chiede al Presidente di non firmare un Accordo di Stabilizzazione e di Associazione con l'Unione se proseguiranno i piani di indipendenza della Regione. Tadic replica a tali dichiarazioni, respingendo le accuse, percepite come una minaccia. Egli infatti afferma che "non negherebbe mai alla Serbia e alla sua gente un futuro europeo", e allo stesso tempo continuerà a lottare per garantire l'integrità territoriale della Nazionale. Tuttavia, secondo alcuni analisti, sarà questo il punto decisivo su cui si giocherà la rielezione del Presidente Tadic, sulla quale inciderà molto la decisione dei sostenitori del partito di Kostunica .

Si intuisce in tale prospettiva, la grande importanza del ruolo di Mosca, che può così agire da catalizzatore esterno e proteggere la Serbia da una dichiarazione unilaterale dell'Indipendenza del Kosovo, che potrebbe compromettere anche il suo ingresso all'interno della UE.



Fulvia Novellino

 

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