da "La rosa gialla" Canti I-XX (1975-1982) - I - tagliando sdolcinature finita l'epoca dei carter con spedizioni d'ostaggi al mercato internazionale successivamente imballati e spediti per via aerea sponsorizzati dal dollaro dice il times in netta ripresa in attesa di rugiade di sangue nella notte di streghe alla sala per esposizioni della discoteca futuribile in frammenti di polivalente reale nell'attesa tra la rassegna poetica ed una ogni due anni riproposta punto d'incrocio per teche postali e sigilli strappati divorando cantici d'amore poietiche esangui su autostrade ruggenti e nausee d'africa orlate dai grandi cacciatori dei tempi dispersi le tragedie televisive con amori improbabili e manga alla conquista di più mercato la dispersione armonica in rotocalchi asessuati e progenie unita nell'assenza tutto ciò mentre il domani spadroneggia nei circuiti UHF (e non solo in quelli) senza riuscire a rendere l'attuale un minimo più tollerabile le ere stanno da tempo scorrendo in senso inverso il corso della finzione involuta domina medioevo reale ripristinato in attuale dopo la fuga degli dei antichi si spengono fulminati nell' orgia cannibale i residui del mito - II - l'alcova computerizzata e l'amore in krsna non riescono a far dimenticare i vecchi supereroi discesi da strisce impossibili club degli anni trenta invano il rilancio ma il combustibile venefico impera sovrano sui brandelli dell'essere sempre meno assaporato genera interferenze che si ripercuotono in sommovimenti tellurici il non-detto diviene allora un lusso di merce aspetto e aspetterò tra le spire venefiche dei produttori di morte l'innominabile è defunto ormai da un bel po' le afferenze generatrici del set esterno distorto nella discesa dell'io rafforzata ciberneticamente dalle folle dei tubi catodici nello studio sganciato da logiche viaggia lo spettro dominante automaticamente uno ad uno i sigilli vanno da soli ad infrangersi agitandosi nelle nuove aule chimicamente rasserenati leggendo tra le pieghe del proprio quotidiano riorganizzandolo fino a rinvenirvi i fatti-desiderio ce ne andiamo travolti in istrade divenute tappeti di preghiera per la dea il treno sfreccia sopra il corpo mutilandolo orrendamente è troppo tagliata la sostanza primaria mentre l'io in divisa distribuisce metalli pesanti le ore intanto peggiorano se stesse nell'amplesso venendo la stanza addosso a quei corpi allacciati teniamo il respiro fino all'ultima stilla di liberazione tra gli improbabili aerei (è tutto chimicamente trattato) alla mostra del mondo ogni rosa pregna - (rumi) - d'intenso profumo narra quella rosa i segreti del tutto - III - nel solo grande centro di polivalenza instabile per la sconfitta totale di un hesse da tavolino e soffici sogni nella camera disertata amata da chi riesce a metabolizzare il possesso veleno rombo e lampada d'aladino televisivamente riattualizzata nell'attimo del corpo atmosfera familiare da penne a china sottratte attendendo opere promesse negli acidi diffusi sponsorizzati da un fenomenale passato rivisitato a tempo il colore non è il viola (operazione retrò) ancora una volta quasi per gioco con gli aurei tarocchi di bembo sopra le monete de i king armata saggezza dimenticata del tao parole in chiese diverse del tempo che resta nella semplicità inaudita porta-fantasma o meglio senza porta veramente disponibile sempre troppo presto sempre troppo tardi l'illusorio è stato tempo fa attentamente preparato per l'uso e passa davanti anonimo ai nostri occhi attoniti increduli assuefatti e non sono (siamo) capace di riconoscerlo incontrandolo davanti alla bottega dei semplici (ora c'è un negozio d'elettrodomestici) difficile insegnare imparare riconoscere la fabbrica affollata di solitudine incompatibile con il decesso qualsiasi impossibile nascita folle del volo dietro l'angolo tutto viene ricostituito dalle nostre circonvoluzioni l'illusione e la catena si rendono concrete rappresentazioni della rappresentazione con dolore e perdita costante di liquidi d'ambra ed il grigio e il colore e la mistica ascesa della sola poesia e pound 13 anni nel manicomio criminale di saint elizabeth - IV - reich dato per pazzo assassinato nelle galere USA quasi un al capone tra un black-out dell'enel ed uno della stampa nel gennaio di questo rigido inverno con una tavola rotonda mandata allo sbaraglio nel mio libro di ezra c'è un frammento di lucida su amore corpo scrittura linguaggio alla fine di un'estate il mio trittico ravennate rimaneggiato più volte come l'omaggio a bach e poesia e la grande opera divenuto poi il tutto definitivo e a stampa variabile piazza san francesco con a sinistra la tomba di dante e la decima forse ultima (per ora) lezione sul vuoto la grande carestia della violenza su politico e natura viene dagli occhi a mandorla trasportata velocemente sulle coste del mar nostrum e terremoti e guerre di maggio fino allo scontro definitivo sul suolo delle genti negre da mosca veloci partono alla volta del celeste impero con rapido dietrofront com'è generosa la storia da invasori ad invasi ormai abbandonati dal loro condottiero e vengono dalle terre della cocacola con un presidente l'inverso dell'attuale e lo stivale colpito in più parti nostradamus memorie finché il muro cessa d'esistere e la nazione torna ad essere una riescono i nostri dei a trovare conforto ai tuoi problemi esistenziali e non è mia abitudine crederti anche perché tutti oggi hanno analoghi dubbi come i traffici sono controllati dai guardiani del popolo da non confondersi con quelli della RAF o delle bierre trovarsi una sera d'agosto in una casa di campagna senza riuscire a dire niente d'importante e poi fuggir via e non ritrovarsi mai più cercami - dice - nella sera di pasqua davanti all'agnello sacrificale nella soffitta di mia sorella della settima luna non m'importa più nulla profitta del giorno dedicato ad Afrodite - V - piccolo uomo di color verde-azzurro della tua sera non m'importa proprio niente dimentica avvenimenti così tempestosi fortunato ad avere una simile opportunità il quid è l'applicazione della volontà umana dinamizzata all'evoluzione rapida delle forze viventi della natura e chi dunque vorrà realmente vedere e apprendere dovrà cercare l'arte e non per metterla da parte quando tutto è stato appreso non resta che girare la chiavetta d'accensione e ripartire le tombe non rifugio ma prigione del mondo invisibile e sconosciuto di cui il nostro non è che una modesta frangia accessoria in questa quinta soglia dell'albero che vive dalla cima e frutta sempre e mai non lascia foglia si deve sapere per l'osare si deve osare per il volere ed ancor volere per detenere la forza ma soprattutto tacere cercava essa la forza per abbatterlo ma divenne uguale a lui si ripete la storia del nero signore nella torre nera adesso il procedimento e il medesimo analoghe le difficoltà del fuoco alchemico l'alba dell'uomo in vita libera provvidenza e fortuna sii propizia sole-mithra comandò a mezzo del suo stesso angelo segno d'acqua dominato dagli influssi lunari cellula impazzita in questa reggia mutevole zodiaco repellente di gas sottili triste graffito sognante perle smeraldi nere onde dell'ultimo spazio aperto i corni dell'annunzio amano ambienti viola scostanti semifreddi la mutazione ormai ha avuto inizio hanno bel lavorato i mass media sono bardi notturni gente dai versi estrosi dietro un mondo d'attrezzi lucenti ammiccanti con luci ambigue rumori d'iperspazi con lilith che rischiara i sette anemoni amorevolmente disposti sul tavolo dalle mani di lei Collana I gigli (poesia) 15x21 - pp. 42 - Euro 5,16 (L. 10.000) - ISBN 88-8356-281-X
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