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D - Quale motivo ti spinge a scrivere?
R- Non so bene cosa mi spinga a scrivere…forse un tentativo di conoscere quella parte di me che mi è ancora sconosciuta. Spiare nell’anima mia, nel suo respiro che vedo scorrere sul foglio ogni volta che scrivo, appunto. Per renderla meno sospettosa e far sì che mi si mostri senza resistere, io metto sempre un foglio bianco sul comodino accanto al mio letto, così, di notte, quando tutto tace e lei ha voglia di raccontare, trova tutto ciò che le serve, lì a portata di mano.
D - In quali generi letterari ti esprimi?
R – Preferisco il racconto breve, a volte brevissimo, come uno sbadiglio o un sorriso o un bacio o uno schiaffo. Come la vita…D - Quale rapporto hai col lettore?R –Come quando mi guardo allo specchio e riconosco quegli occhi che mi guardano.
D - Quale considerazione hai del libro tradizionale?
R- E’la stessa considerazione che io ho dell’amore: necessario.
D - Cosa pensi dei Concorsi letterari?
R Ti aiutano a diventare visibile, ma il rischio è quello di diventare invisibile a te stessa
D - Quale posto ha il successo nella tua considerazione?
R – Sì, lo voglio!
D - Si dice che l'immagine stia sostituendo la parola. Cosa ne pensi?
R - E’ nato prima l’uovo o la gallina? Non mi pongo il problema, per me non possono esistere l’una senza l’altra. Sono complementari.
D - Credi che l'espressione multimediale (testo, immagine, suono, movimento, ecc) possa sostituire il libro stampato?
R – Spero di no. Non a breve termine almeno. Non finchè io vivo. Poi non sarà più un mio problema.
D - Cosa pensi della pubblicazione in rete?
R – Mi piace! E’ un mezzo che permette un confronto immediato, come un urlo al
cielo.Bisogna però sempre fare attenzione a ciò che si urla
D- Qual è la cosa che ti riesce meglio nella vita?
R- Perché c’è qualcosa che mi riesce peggio?
D - Quale frase o massima ti sarebbe piaciuto scrivere?
R – W. Shakespeare- Scena
V - Il giardino dei Capuleti :Giulietta:
-Vuoi già partire? Il giorno non è ancora vicino: era l’usignolo, e non l’allodola, quello che ti ha ferito col suo canto l’orecchio trepidante; esso canta tutte le notti su quel melograno laggiù: credi, amor mio, era l’usignolo..-
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