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Ufo a forma di croce. Fu nel mese di novembr
e del 1987, di certo un fine settimana. Ero andato nella mia casetta in
campagna a dipingere il paesaggio seduto in terrazza. Coloravo ad olio
le montagne, il cielo e la campagna. Avevo parcheggiato la macchina nel
viottolo sterrato, davanti casa. Il cielo terso, ripulito dal borea.
Dipingevo le montagne sopra il paesino di Corleto. Erano passate le
diciassette e faceva freddo. Le ventate mi avevano costretto a tenere
cavalletto e tela sotto lo stipite della porta. Avvertii un dolore alla
spalla. Mi alzai di scatto e pensai: ma
sono proprio scemo. Dipingere sul terrazzo con questo freddo ed a questa
ora che quasi non ci si vede più.
N.B. Ad essere esatti, non ricordo se l’anno
dell’avvistamento fu il 1986 o il 1987. Ho letto che la cometa di
Halley apparve nei cieli a marzo del 1986 ed è probabile che a novembre dello stesso anno vidi i segni luminosi.
Portai cavalletto e tela dentro. Salii in macchina. C’era da
percorrere in salita una trentina di metri prima di immettermi sulla
provinciale. Vidi in cielo sopra le montagne di Corleto una
striscia luminosa, come un nastro. Ebbi il tempo di tirare il freno a
mano, aprire lo sportello e osservare la scia che salendo si allungava.
Esclamai: ma che è, è la cometa di
Halley?
La scia luminosa allungandosi si portò verso il
centro dello zenit, al di sopra della montagna del paesino di Sacco. Il
suo percorso obliquo fu da nord verso sud est. Al centro o quasi dello
zenit, si sdoppiò in una serie di grossi anelli luminosi a formare una
gigantesca croce. Ogni cerchio aveva al centro un punto anch’esso
luminoso. All’improvviso, come quando si spegne l’interruttore della
luce, tutto scomparve. Allibito tornai a casa. Parcheggiando, il primo
che vidi fu mio cugino Angelo al quale chiesi: “Angelo, hai
visto anche tu quelle luci in cielo?” “Che
luci?” Non
sapeva niente. Dissi“No, niente, un aereo. Le luci di un aereo.”
A casa, trovai attorno al fuoco i miei genitori e mia
sorella. Dissi ciò che avevo visto ed ogni tanto mi affacciavo alla
finestra ad osservare il cielo, ormai scuro. Questo è. Giuro che quanto affermo corrisponde a verità e che non ho mai sofferto di visioni o roba del genere. Dopo quel fatto non ho osservato altri segnali strani né in cielo, né in terra. Non ho mai portato occhiali, ma adesso ne avrei bisogno.
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