Intervista



D - Quale motivo ti spinge a scrivere?

R - Credo di averlo censurato. Ricostruirlo significherebbe andare dall'analista. Mi accontento dei
già tanti problematici amici che svolgono quest'affascinante professione.

D - In quali generi letterari ti esprimi?

R - La poesia, si sa, la portiamo dentro ma provo vergogna nel dire che sperimentavo versi fin 
da bambino: fortunatamente sono stati rinvenuti e bruciati tutti! Guardo con grande interesse
alla narrativa e ad un mio, spero, personale stile in maturazione. Ho completato la stesura
di un primo romanzo e staremo a vedere...Recentemente sto tentando un approccio con la scrittura
teatrale e sperimentando delle brevi note d'ascolto musicali con un sito romano: Supertrigger.


D - Quale rapporto hai col lettore?

R - Forse lo stesso che ho attraversato con la scrittura quand'ero un po' più giovane. Sottolineo
questo perché la mia pubblicazione "Di amore, di morte" contiene, per lo più, dei testi datati
dove, chi mi ha letto, ha spesso ravvisato una sorta di dualismo tra attrazione e repulsione
come binomio di una consumata, pericolosa passione sospesa tra amore ed odio.

D - Quale considerazione hai del libro tradizionale?

R - Adoro il profumo della carta invecchiata, nei libri come nei dischi che, come posso, vado
a ricercare nei mercatini inebriandomi di memorie stagionate in cantine.

D - Cosa pensi dei Concorsi letterari? 

R - Troppi. Tanta buona volontà, in alcuni casi. Personalmente non amo competere, per lo meno
laddove per farlo bisogna sottostare a delle regole o persone che, comunque, non avresti 
mai scelto.


D - Quale posto ha il successo nella tua considerazione?

R - Mi viene da pensare ad un'inevitabile stanza degli orrori: sembrano tutti non poterne più fare a meno. Per la gloria, 
del resto, non c'è più posto da tempo...


D - Si dice che l'immagine stia sostituendo la parola. Cosa ne pensi?

R - L'immagine ha da sempre accompagnato la parola, quel che oggi può far paura è l'improvvisa
e rapida rivoluzione telematica e tanta multimedialità gratuita tendente più ad inglobare
slogans che dei veri e propri contenuti di testo.


D - Credi che l'espressione multimediale (testo, immagine, suono, movimento, ecc) possa sostituire il libro stampato?

R - Le interazioni di più forme di espressione, più che agire da sostituti, sono, a mio parere,
nuove embrionali forme di arte e comunicazione. La fotografia, del resto, ha forse preso il 
posto della pittura? Al contrario, quest'ultima è stata sollecitata verso nuovi traguardi di ricerca
metafisica ed interiore. 

D - Cosa pensi della pubblicazione in rete?

R - Interessante, pratica, diretta e, soprattutto, alla portata di tutti (o quasi) ma non sostituirà mai un libro come pure, 
spero, non sia ancora nato quell'MP3 capace di mandare tutti i vinili in soffitta.


D - Qual è la cosa che ti riesce meglio nella vita? 

R - Fare e disfare, rigenerare. Ma da grande avrei voluto fare altre cose, magari amare.



D - Quale frase o massima ti sarebbe piaciuto scrivere? 

R - M'illuminino di provvisorio...Coinvolto negli effetti senza mai, prima d'ora, aver trovato il coraggio di scriverlo.

torna a Enrico Pietrangeli

torna alla mappa