INTERVISTA
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D - Quale motivo ti spinge a scrivere? Non saprei pensarmi senza scrivere, è una necessità naturale. Fondamentalmente scrivo per il bisogno di esprimere emozioni fissandole sulla carta prima per me stessa, e poi anche per comunicarle agli altri, perché non è vero che scriviamo solo per noi stessi, scriviamo per essere letti. Poesia,
racconto, romanzo breve, commento letterario, articolo giornalistico o
d’opinione. Ho sempre amato sperimentare, cimentarmi nelle più
diverse forme. E’
importante essere letti, avere un commento, una critica, un giudizio, un
elogio, serve come momento di riflessione ed anche come stimolo per
meglio proseguire. D - Quale considerazione hai del
libro tradizionale? Continuo
a preferirlo. E’ lì, è sempre lì, sullo scaffale, sulla scrivania,
sul comodino, che aspetta, a disposizione per essere consultato in
qualsiasi momento, e può essere portato via, infilato in borsa o sotto
al braccio, e lo amo proprio come oggetto “fisico”, infatti possiedo
una piccola collezione di libri “antichi”, acquistati ai mercatini
dell’antiquariato, che non darei via per nessuna ragione al mondo. D - Cosa pensi dei Concorsi
letterari? Che
siano utili per confrontarsi con gli altri, che non sia fondamentale
vincerli e che non sempre vinca lo scrittore più valido, ma questa è
storia antica, anche il mondo editoriale non è libero da
“intrighi”. D - Quale posto ha il successo nella
tua considerazione? Non lo considero affatto, non lo
cerco e cerco di evitarlo, perché “successo” significa presenziare,
ed io non amo “mostrarmi”, perché sono schiva per natura e
preferisco starmene tranquilla dietro la scrivania, ed anche perché per
scelta precisa voglio che “appaiano” i miei scritti, che siano le
mie parole a mostrarsi e a parlare per me. D - Si dice che l'immagine stia
sostituendo la parola. Cosa ne pensi? La nostra società ha il culto
dell’immagine, anche internet ne abusa, è una “vetrina” in cui si
appare, cercando di farlo al meglio (ma in cui troppo spesso appare
anche chi non ha alcun valore) ed io non ho dispregio della Forma, al
contrario, ma voglio che sia sostenuta dal Contenuto, e che, infine, poi
sia sempre quest’ultimo a prevalere. D - Credi che l'espressione
multimediale (testo, immagine, suono, movimento, ecc) possa sostituire
il libro stampato? Sono
tutti nuovi strumenti, utili, validi, ai quali bisogna abituarsi perché
questa è l’evoluzione, ma personalmente continuo a preferire il libro
cartaceo e mai nulla potrà sostituire il fascino della parola stampata,
del libro da sfogliare, risfogliare, riporre e riprendere, consultare e
riconsultare, come se fosse un vecchio caro amico che ci attende e che
è sempre pronto a venire in nostro soccorso. D - Qual è la cosa che ti riesce
meglio nella vita? Scrivere. E cerco, e cercherò
sempre, continuamente, di migliorare, studiando, leggendo, curando forma
e contenuto, per me in imprescindibile connubio. D - Quale frase o massima ti sarebbe
piaciuto scrivere? “ Diffidate degli uomini che non hanno passioni”. E’ una frase dello scrittore monferrino scapigliato Iginio Ugo Tarchetti; esemplare fu la sua esistenza! Visse davvero all’insegna della passione, sacrificò la carriera militare per dedicarsi solo alla scrittura, e morì in povertà, di tisi e tifo, a soli 28 anni. Credo che sia fondamentale nella vita, in qualsiasi campo, nella religione, nella politica, in letteratura, nell’impegno sociale, ma anche nel semplice quotidiano (affetti, amore) avere delle passioni che coinvolgano totalmente, in cui investire ogni energia, da coltivare e ricoltivare, passioni durature, però, non lampi, ma fiamme di focolare. |