POESIE

dalla raccolta “L’ultimo viaggio”)

SCHIAVA

Non subirò - mi dissi - l’amore amaro più non subirò, ma poi
ancóra ai lacci i polsi, alla catena
il collo, docile e volontaria
volentieri offersi. E consenziente
schiava mi scoprii dolce avvinta
fra viluppi e legacci.

 

LA NOTTE E IL GIORNO 

Mi sfinisce il giorno e m'offendono

gli squarci lametaglienti della luce,

e buio eterno che ferisce

è l'ora, da trascorrere lenta.

In narcotica agonia la lunga notte

attendo e poi sopporto, e subisco

l'indomani. Al risveglio l'identica

disperazione precedente: ancóra

mi sorprende l'amore/dolore

senza lieto fine.

   

L’ULTIMO VIAGGIO

Facile sarebbe dirsi “parto,
ogni cosa lascio, raduno
qualche oggetto (quasi nulla),
affastello, in valigia, pochi effetti,
e vado
...". Il cuore, alleggerito,
allogherebbe affanni e pene
in anditi più angusti ... e me n'andrei.
Sarebbe ultimo viaggio.