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Intervista |
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| D - Quale motivo ti spinge a scrivere? |
| R - Non c'è un motivo preciso, potrei dire per "restare", per lasciare traccia di me. |
| D - In quali generi letterari ti esprimi? |
| R - La narrativa breve e brevissima. Ho tentato più volte di allungare la narrazione per ampliare un racconto breve ma è inutile. Ogni mio scritto ha qualcosa da dire, magari qualcosa di assolutamente insignificante, ma è funzionale a questo. Una volta detto quello che volevo dire il resto è superfluo. |
| D - Quale rapporto hai col lettore? |
| R - Ai lettori consegno un mio pensiero, una parte di me stesso se vuoi. Da quel momento quello che scrivo non mi appartiene più. Possono leggerci quello che vogliono, riconoscersi oppure no. Spero solo di essere riuscito a catturare la loro attenzione e di aver suscitato qualche emozione, e non è necessario che sia la stessa che volevo descrivere. |
| D - Quale considerazione hai del libro tradizionale? |
| R - Credo che
questo episodio possa fartelo capire. Molti anni fa comprai un libro,
lo apersi e ne lessi il primo capitolo. Lo chiusi, lo foderai con una
copertina trasparente di plastica spessa e lo misi nel posto che avevo
scelto per lui nella mia libreria. Poi uscii, andai alla biblioteca
Comunale, e ne noleggiai una copia. Il mattino dopo lo riconsegnai dopo
averlo letto due volte. La mia copia è ancora allo stesso posto, non lo ho mai più aperto. |
| D - Cosa pensi dei Concorsi letterari? |
| R - Un mio caro amico sostiene che sia del tutto inutile partecipare a qualsiasi concorso di cui non si sappia già il risultato. Ma forse nei concorsi letterari non è poi così vero. Ho partecipato ad alcuni concorsi, mi auguro almeno che i miei scritti siano stati letti. Per esistere, perchè il tuo nome cominci a diventare familiare, bisogna esserci. Li considero alla stregua di un "dazio" da pagare. |
| D - Quale posto ha il successo nella tua considerazione? |
| R - Il successo non mi appartiene, non mi interessa, non sono disposto a cambiare per ottenerlo. Quello che voglio è la stima e il riconoscimento. Anche di pochi. |
| D - Si dice che l'immagine stia sostituendo la parola. Cosa ne pensi? |
| R - Dicono che la mia scrittura sia piena di immagini, sicuramente la mia vita ne è piena. Ma non è l'immagine la protagonista di questi nostri tempi, sono gli occhi che la guardano che le danno significato. Potrei stare per ore a guardare un quadro di Matisse e non ricavarne nulla, e poi essere preso a pugni nello stomaco dagli occhi gonfi di qualcuno che ha pianto. |
| D - Credi che l'espressione multimediale (testo, immagine, suono, movimento, ecc) possa sostituire il libro stampato? |
| R - No, può supportare e integrare quello che già esiste, suggerire nuove modalità espressive, ampliare il numero di persone che crea. Ogni artigiano, del resto, sceglie i suoi strumenti. La multimedialità è solo uno strumento in più. |
| D - Cosa pensi della pubblicazione in rete? |
| R - La rete, la pubblicazione in rete, ha ridato a chiunque la possibilità di esprimersi. E' un mezzo che moltiplica la libertà, sta poi a noi farne l'uso che vogliamo. Io non sarei diverso da quello che sono se non ci fosse la rete, sarei forse più isolato. |
| D - Qual è la cosa che ti riesce meglio nella vita? |
| R - Innamorarmi di un idea per un istante e accantonarla subito dopo, perchè è ormai tempo per far posto a nuove cose. |
| D - Quale frase o massima ti sarebbe piaciuto scrivere? |
| R - Prima o poi finirò questo benedetto romanzo, lo giuro! A costo di farlo di persona. |