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Millennium tertium,
speranza di seme
che sbocci in un’alba felice
tra ali che si preparano al primo volo.
S’annulla il sonno della notte.
…tre, due, uno, evviva! Scoppia
in visioni di neonato amore,
in bollicine colorate di stelle
discese tra noi,
in giochi pirotecnici di luci
come onda di fuoco che scorre
dalle mani.
Ma, nella brina dell’ombra fumogena
di quest’alba
una croce di terra morta
sorvola
caverne ancestrali:
da alberi pendono – ancora
come ghiaccioli
spezzate
ali,
larve di uomini vanno a fiumi di nuda pietra
o a vulcani di zolfo,
occhi roventi di canne fumano
su prigioniere prede
o mirano a superstiti tra alti fili spinati.
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