Racconti per bambini

LILLO E BIANCO, DUE GATTINI FRATELLINI 

 

- Lillo,ma dove ci ha portato questo strano essere che sta ritto su due zampe?-

- Non lo so Bianco, ma credo proprio che ci abbia abbandonato.-

- Io ho paura. E la mamma dov’è?-

- Forse è qui anche lei. Stammi vicino e andiamo a cercarla…-

 

Notte fonda, i due micetti perlustrano il piccolo giardino dove sono stati lasciati, piccolo davvero, ma una foresta per loro…erba bagnata dalla brina notturna…qualche cespuglio…una casa con ampi gradini d’ingresso…un sottoscala con la terra più asciutta e un bellissimo buco nel terreno.

Ecco, hanno trovato il loro posto, un ambiente caldo, entrano e si accoccolano, si riscaldano stando vicinissimi, si girano coi musetti verso l’apertura della loro tana, fuori il buio giardino che ormai conoscono un po’.

Occhi chiusi  e orecchie all’erta come due piccoli radar, questo è il finto sonno dei gatti e loro due non fanno certo eccezione, pronti ad agire all’occorrenza…

 

***  

Passano le ore, si fa giorno.

Ai loro occhi, il giardino illuminato dai primi raggi del sole sembra più grande e lo scoprono bello: ci sono alberi dalla chioma verde da cui sbucano piccoli esseri parlanti una lingua strana, ma che baccano di cip-cip-cip….Cosa si diranno mai mentre aprono le ali e volano via per ritornare dopo un po’ con qualcosa nel becco…è un via-vai continuo, in alto, lontano da loro.

 

Lillo e Bianco escono dal buco, prima quatti quatti guardandosi bene intorno poi, rassicurati, si stiracchiano per bene: un po’ di streching sulle zampette anteriori allungandosi in avanti e indietro, e poi di corsa in mezzo al giardino, musetti in su a seguire il volo mattutino degli abitanti l’albero.

 

-Ehi, Bianco, sai che quei cip-cip mi attirano tanto?-

- Anche io sento qualcosa che mi dice di afferrarne uno…-

 

L’istinto li porta ad acquattarsi, a prepararsi all’attacco, ecco i muscoli del dorso si preparano e…via, un salto, un altro e un altro ancora, ma gli uccelli che si posano a terra sono più veloci di gattini nati da  due mesi e spiccano il volo quasi deridendoli.

 

Lillo e Bianco non fanno in tempo a girarsi che, ahimè, due esseri a due zampe, molto molto alti, sono di fronte a loro.

-Bianco, fuggiamo!-

-Lillo, nel buco, veloci!-

 

E i due micetti se la danno a gambe così velocemente da lasciare esterrefatti Fernanda e Mauro, i proprietari della casa con giardino.

 

-Come mi batte il cuore.- dice Bianco

-Dillo a me, a momenti mi scoppia. Per fortuna questo buco non è molto ripido altrimenti chissà dove saremmo andati a finire. Ecco, fermiamoci qui. Non ci potranno prendere neanche se mettono dentro le mani-, aggiunge Lillo.

-Non ci faremo più prendere da nessuno di questi alti esseri ritti su due zampe, mai più-, giurano entrambi.

-Bianco, da questo momento in poi, li osserveremo di continuo, studieremo le loro mosse e, se sarà il caso, tireremo fuori i nostri artigli e attaccheremo le zampe volanti con cui vogliono prenderci.-

-Ma…Lillo, forse questi esseri non sono cattivi, guarda hanno appoggiato a terra due piattini e…sento odore di pappa!-

-Snif, snif: è vero! Sento odore di latte! Bianco, facciamo così, quando i due esseri se ne saranno andati, noi usciremo ed andremo a mangiare…ho una fame…-

-E se mentre mangiamo ritornassero?-

-Allora fuggiremo veloci ...giù…nella nostra tana…-

 

E così mettono in atto il loro piano: quatti quatti verso i piatti, piano piano uno sguardo a destra e uno a sinistra, una sniffata a trecentosessanta gradi: nessun odore di esseri umani e via, a tutta birra con i musetti dentro i piattini fino a leccare anche il piatto e, quindi, i baffi.

 

Primo giorno di vita in questo nuovo ambiente che Lillo e Bianco devono imparare assolutamente a conoscere.

Con circospezione avanzano….si arrestano e si nascondono ad ogni più piccolo rumore, correndo verso il retro della casa dove trovano un grande spazio senza erba, tanta legna appoggiata ad un muraglione. Capiscono subito che la catasta rappresenta un nascondiglio sicuro da cui possono vedere senza essere scoperti.

Così piccoli trovano facili spazi tra un pezzo di legno e l’altro e comincia il loro studio.

 

-Lillo, che bella postazione abbiamo trovato, da qui vedo tutto uno spazio che continua un po’ in discesa e poi…poi c’è un muretto con un cancello aperto...-

-Sì, Bianco, lo vedo anche io, dovrebbe essere il giardino di un’altra casa…attenzione: esseri a due zampe in vista!-

-Ma noi siamo ben nascosti e al sicuro. Che dici, corriamo svelti svelti giù?-

-Non ancora Bianco, sei troppo impetuoso, devi imparare a pazientare; osserva piuttosto…ehi…guarda guarda…quella laggiù mi sembra la mamma!-

-Oh, Lillo, la vedo, la vedo, sembra proprio la nostra mamma con quell’andatura sorniona…..si è fermata…si guarda intorno….ci sta cercando…solo che la mamma non ha il pelo grigio.-

- E’ vero, è bianca e nera proprio come me.-

-No, è tutta bianca come me…-

-No, ti ho detto che…-

-Ed io ti dico che…-

-Allora adesso mi fai arrabbiare!-

-E tu sei un presuntuoso!-

 

I due gattini si azzuffano e, mentre lottano abbracciati, ruzzolano a terra immemori di dover stare molto molto attenti.

La loro lotta non è altro che un gioco di esercizio in cui provano tutte le mosse di lotta del loro repertorio: orecchie dritte, coda in movimento e…all’attacco ad avvinghiare l’altro che, intanto, in vista del pericolo, ha ben pensato di assumere la posizione di sottomissione con pancino e zampette all’aria.

Poi si aggrovigliano di nuovo, si girano come un’unica morbida pallina bianco-nera, si staccano, si fronteggiano mentre le dritte code denunciano che la battaglia non è finita e chissà quanto avrebbero giocato ancora se non si fossero accorti che Fernanda era lì, con la schiena appoggiata alla parete della casa. Li stava osservando sorridente e divertita, ma Lillo e Bianco ancora non sanno distinguere tra esseri umani buoni e cattivi. Hanno conosciuto solo quello che li ha separati dal corpo caldo e pieno di pappa della loro mamma per abbandonarli in un luogo sconosciuto, buio e freddo. Per loro l’essere che cammina su due zampe è solo cattivo.  

 

 

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