D - Quale motivo ti spinge a scrivere?

R - Scrivo quando sento il  bisogno di esprimere qualcosa, quando sento  il bisogno di ascoltarmi, di dare spazio a quella parte del Sé a volte felice a volte dolente. Le cause possono essere differenti, il fine è sempre un atto liberatorio di emozioni.

Primo Levi configura 9 motivazioni allo scrivere tra cui “ per divertirsi”.

Condivido tale motivazione quando mi ritrovo a scrivere per l’infanzia. Allora mi immergo in un mondo che non mi appartiene più, ma che sento ancora mio, in un piccolo grande mondo e mi diverto a creare situazioni immaginifiche.

 

D - In quali generi letterari ti esprimi?

R – Romanzo, racconto, ma ho pubblicato anche narrativa per l’infanzia

D -   Quale rapporto hai col lettore?

R – Con i lettori, durante le presentazioni dei miei libri, ho un ottimo rapporto che si basa sull’ascolto dei loro commenti che mi emozionano sempre tanto sono entusiasti, sulle mie risposte a domande di approfondimento delle tematiche trattate nei libri. La nostra è un’interazione proficua.

 D -  Quale considerazione hai del libro tradizionale?

R – Amo il libro tradizionale, senza di esso non saprei vivere ed è stato sempre così fin dalla mia infanzia. Ho bisogno di tenerlo tra le mani, di sentire il profumo della carta, di accarezzarne la copertina, di scoprire il suo contenuto pagina per pagina, di farmi scegliere quando entro in una libreria e di vederlo nella mia.

D -  Che cosa pensi dei concorsi letterari?

R – Penso che se si vince un concorso letterario per inediti, l’editore che lo promuove ti pubblica il libro -come mi è accaduto- e questo non è certo male.

Per quanto riguarda i concorsi letterari per editi bisogna saper scegliere scartando quelli a pagamento. Vincere un concorso è un momento di gioia, essere segnalati anche. Se niente succede, non importa.

Partecipare a concorsi validi è un modo “per seminare”, per far conoscere il libro comunque vada.

D - Quale posto ha il successo nella tua considerazione?

R –Nel momento in cui scrivo non penso certo al successo, se poi i libri vanno bene e ottengo “un certo successo” tutto mi sembra molto naturale.

D - Si dice che l’immagine stia sostituendo la parola. Cosa ne pensi?

R - L’uomo ha cominciato a esprimersi con le immagini, il loro potere evocativo è forte e importante. Oggi la pubblicità se ne è appropriata, ma non credo proprio che l’immagine sostituirà mai la parola, ne sarà sempre il  completamento

D - Cosa pensi della pubblicazione in rete?

R – Ogni tipo di pubblicazione va bene, se fatta con metodi seri.  

D - Qual è la cosa che ti riesce meglio nella vita?

R – Sentire per empatia, intuire

D - Quale frase ti sarebbe piaciuto scrivere?

R -” Il vero atto di scoprire non consiste nel trovare nuove terre, ma nel vedere con occhi nuovi"
Marcel Proust 

 

 

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