IL VIAGGIO DEL MIO CUORE

Parlando con Susan, L’Autore libri Firenze-MEF- 2009  

 

INCIPIT    

Allora, io ero là,

sulla più alta delle montagne,

e tutto intorno a me

c’era l’intero cerchio del mondo.

E mentre ero là

vidi più di ciò che posso dire

e capii più di quanto vidi,

perché stavo guardando in maniera sacra la forma spirituale di ogni cosa,

e la forma di tutte le cose che, tutte insieme,

sono un solo essere.

E io dico che il sacro cerchio del mio popolo

era uno dei tanti

che formarono

un unico grande cerch io.  

(Anonimo nativo americano)

 

CAP. I  

“Immaginate che ogni volta che cercate qualcosa,

l’Universo vi fornisca indicazioni utili

sotto forma di coincidenze”

(Chopra)

 In un viaggio sopra le nuvole da Venezia fin quasi a borders scozzesi, qua e là dal loro mantello piatto spuntavano guglie, montagne vaporose inondate dal sole, si poteva sognare ad occhi aperti, immaginare altre dimensioni, altre vite. All’improvviso si diradarono, l’aereo cominciò a volare più basso e la Scozia era lì, sotto di me: verdi macchie quadrate delimitate da un verde più intenso, agglomerati di piccole case unifamiliari, alcune con giardini e piccole  piscine, strade poco trafficate e il cielo azzurro e il sole a Prestwick. Incredibilmente caldo tanto da stare in t-shirt con la felicità nel cuore e negli occhi. la Scozia da sogno di anni a realtà. Parlare in inglese con Jasmine fu facile perché lei, accondiscendente, si espresse slowly come le avevo chiesto. La mia compagna di scompartimento nel treno che ci avrebbe portato a Glasgow, la prima scozzese incontrata, abbandonata sul sedile con il suo abito rosa e un leggero golfino. Il sole che entrava dal finestrino la inondava, mentre lei, parlandomi a testa bassa, si muoveva di continuo. Il suo corpo tradiva la sua tensione, ma era contenta di rispondermi, si sentiva importante. Sette anni e di lì a pochi giorni sarebbe ritornata a scuola dove avrebbe ritrovato le sue insegnanti e i suoi compagni. Seducente mentre si toccava i lunghi capelli biondi guardando di sottecchi una volta me e una volta la mamma.

-E tu?- mi domandò Jasmine.

-Io inizierò il viaggio del mio cuore.-

-Del tuo cuore?-

-Sì, proprio così, perché sento di amare moltissimo la Scozia , c’è in me come una forza che mi spinge da anni a visitarla e finalmente sono qui. So già che spenderò molti giorni nelle Highlands, so già che accarezzerò l’erica, che le moors mi incanteranno e la spiaggia sottostante a Dunnet Head mi rapirà insieme ai locks, ai fiordi, all’oceano, alle foche…

Quello che non sapevo è che l’indomani, 15 agosto 2005, in una libreria di Glasgow, avrei comprato quel “ libro”: la sua copertina mi attirava e allo stesso tempo mi respingeva.

Per una frazione di secondo al posto della ragazza vidi me stessa, davanti al mio mare, una, due, tre, mille volte, con lo sguardo, prima perso sulla superficie calma e azzurra, che mi faceva arrivare la sua voce sussurrante, continua ed uguale quale un mantra ancestrale o grigia e burrascosa con il fragore musicale di onde imperiose assorbito da ogni mia cellula,  poi sconfinante nel cielo azzurro e sereno o grigio e tempestoso dove le forme sempre nuove delle nuvole mi offrivano visi famigliari e nuovi panorami mentre l’anima lentamente si placava, distendendosi, fino a fondersi con l’altra parte di sé. Provai una sensazione fortissima quanto rapida: inizialmente dolorosa e nell’attimo successivo colma di quiete. Un lampo associativo. Infatti, in passato, ero solita cercare un contatto con la natura in momenti non felici della mia vita: assorbivo la sua magnificenza, la sua potenza, la sua imprevedibile capacità di mutamento, la sua determinatezza, la sua cattiveria, la sua dolcezza, i suoi rumori, il suo silenzio, la sua oscurità e tutta la sua luce per ritrovare forza: questa era sempre stata la mia inconsapevole cura. Insomma avevo un disperato bisogno di essa soprattutto quando io ero disperata e volevo liberarmi di qualcosa per disperdere la negatività del mio essere nella sua immensità. Dopo quelle sedute terapeutiche mi sentivo più leggera, come rinnovata e con le idee più chiare sul da farsi, una specie di catarsi mentale-corporea. Ma perché ricordare la ricerca consolatoria di un grembo materno proprio in quel momento e proprio in quel posto da cui dovevano svilupparsi giorni e giorni di emozioni e sensazioni del tutto diverse?

Per un momento dubitai di essere sveglia: stavo sognando per l’ennesima volta di essere in Scozia?

Presi il libro dallo scaffale più volte sempre osservando la copertina e più volte lo riposi …un tramonto mediterraneo: sole rosso che si scioglieva sopra una mare di un dolce intenso celeste, una ragazza ripresa di spalle, seduta sulla battigia con le ginocchia strette a sè mentre assorbiva quello spettacolo pensando chissà a che cosa e il titolo era appropriato “Out Of The Shadows” (Fuori dalle ombre), ciò che mi faceva tentennare erano  le parole seguenti “ A journey back from grief”. “Un viaggio di ritorno dal dolore”, non volevo pensare al dolore in quel momento eppure la copertina mi aveva magnetizzato e fu essa a vincere.

Insieme ad altri “quel”libro si ritrovò nella mia borsa ed iniziò pazientemente il suo viaggio.

 

 

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