Dalla raccolta inedita "I bambini stanno bene"
Donne di stoffa
Le donne di Bagram
non fanno rumore:
bisbigliano
dal polline
dei loro veli
mansueti.
Incontrare i loro
occhi di tela
e perdersi in trame
scucite
affondare in gole
di cotone
senza ordito.
Le donne di stoffa
non hanno occhi,
ma fagioli freddi
per colazione.
Le loro parole
muoiono
nella luce
come le mosche,
le loro lingue
marciscono
al mercato delle verdure.
Ma nel filato
scabro
della loro carne
nascono
viole
dall'imene di velluto
e trifogli
di seta campestre.
Che questo canto
sia autunno:
a Bagram
non crescono
i mandorli
in fiore.
Dalla raccolta "La vita è appena" ediz. Ibiskos, giugno 2001
(opera 2° classificata nel XIII Premio Letterario Internazionale di poesia "Dialogo" e 3° classificata nel XV Concorso Letterario Internazionale "Giovanni Gronchi").
PADRE
Padre,
ti respiro,
sei la ginestra
svegliata
dalla neve.
Ti ho sentito arrivare
stamattina
a passi
d'aria.
Hai lasciato il tuo
ultimo fiato
appeso alla mia porta:
"questo è per te!".
Ho fiutato
la tua assenza
come un cane fedele
e quando s'alza il vento
io
ti respiro.
A Lele
Tu m'hai detto:
"Guarda
com'è nuda
la sera!".
Le facciamo
un vestito
di tulle
e una sciarpa
blu cinerina.
Dalla raccolta "Teso è il destino" ediz. Tigullio, dicembre 2001
Silloge vincitrice del XXIV Premio Letterario Nazionale
"S.Margherita Ligure - Franco Delpino"
Teso è il destino
Teso
è il destino
blu
delle stelle.
La libertà
è
spegnere
lo sguardo
del vento
disfare
la tela brumosa
delle montagne
mettersi
una nuvola
al dito.
Pensare
oltre,
toccando
la tua carne.
Dalla raccolta inedita "Il venditore di farfalle sfitte"
Sette farfalle
Ti ho mandato
sette farfalle
dalle sette ali
sette volte
e sette gocce
di miele
per bagnare
la tua bocca
arsa di pleniluni.
Nasco
sempre
di giugno
come le ciliegie,
di giovedì mattina
come le stelle.
La luna
l'ho scordata
nel taschino
della tua giacca
e del sole invece
ho fatto
una cravatta
per il tuo pomo
d'Adamo.
Ti ho mandato
sette farfalle
dalle sette ali
sette volte
e sette nudi
di foglia
per darti
il mio respiro.
Ne è tornata
una soltanto:
la tua voce.
Il lanciatore di coltelli
E' venuto
il lanciatore
di coltelli
a chiedermi
la grazia.
Ha colpito
il sole
al cuore
con un taglio
affilato.
Cadono
le teste delle
rose
lungo la sua
lacrima
di metallo.
Io non
ho assoluzioni
per chi
uccide
il giorno
prima dell'aurora.
Dalla raccolta inedita "Donne aulenti d'alba e d'amore"
Discese verticali
La luna
mi è caduta
dalle braccia
con un rumore
di viola.
Ti vedo dietro la nebbia
Ti vedo dietro la
nebbia
quando ritorni
bianco
dopo la luce
quando
i tuoi passi
odorano di sale
e sei ombra per i
faggi
e i lunghi abeti
e sei sguardo
di quercia
e sei occhio
di cerva
e sei dove
e dove
e sei nebbia
dietro la nebbia
e il tuo cuore
è un dettaglio
e il tuo cuore
è un abbaglio.
Unica cosa viva
nella sera.
Janvier
Janvier
freddo denso
fino all'osso
sentore
di nuvole
di quadri appesi.
Janvier
la tua mano
è calda
sciogli
le mie labbra
e ne fai paglia
per le cicogne.
Janvier
l'arancio
è in letargo
assopisce d'ombra
di cicale in fiore.
Janvier
aprile
mi scoppia
addosso
come un respiro.
Sono sdraiata
sulla notte
e penso.
Tiziana Soressi