Alba    

 

Amo il mare all’alba:

plumbeo cede 

a lingue rosate,

lentamente

il sole allunga

candide luci

sul piano increspato dell’onda.

 

Entra il vento

ansa sibili e soffi 

gonfia agitato i flutti …

Sornione il mare

lo incatena

lo calma.

Luci abbaglianti in cielo,

orizzonti placidi

celeste vastità.

 

Strisce blu-verdi

di mari profondi

rimpiango,

baie argentate

in sardi

misteri lunari.  

 

         

 

Fiori di pace -  lamento in tre tempi

1

Corre una palla

tradita

su verdi campi violati

in stadi gremiti di urla.

Fumo diffuso, grida violente  

Su strisce di sangue 

fiori di pace 

bagnati dal pianto

posa il poeta.

 

Polveri bianche, liquidi ambrati, dorati cachet...

un dio pagano

a giovani folli

ghermisce le menti.

Chino pietoso

su anime stanche

libere nubi

canta il poeta

 

Quotidiana, continua, dominante

da freddi complici schermi  

urla la morte.

Annichilito

geme il poeta.

 

Squarci di petti, corpi squassati,

- a banche e finanze lontane

immolati -

rigidi giacciono.

scomposti 

sul ciglio di strade sconnesse, 

persi alla vita.

Perle di pianto  

versa il poeta,

canta la pace rosata

 mille i colori di alte bandiere

 risa argentine sul far della sera.

 ***

2  

Diamanti di sangue:

in foreste fluviali

bambini soldati 

gementi di crack e paura ...

giorni spenti, violati, frodati

su carta stampata strillati.

Madri di lacrime sfatte

chiamano nomi perduti:

notti d’insonnie straziate.

 

Sogna il poeta silente

stelle di risa d’argento.

 

Pregano inutili dei

vinti da dollari sporchi    

tra incensi e simboli d’oro.

... fraternité, egalité?

avvolte da nebbie di fango

ricordano lembi d’idee.

 

Sogna il poeta tenace

 mondi fraterni lontani

 ***  

 3  

Nell'imo profondo

dell'essere stanco

di fioche scintille  

crepitano ali.  

In luci di occhi 

chiari di albori

franano attese.

        Acquattati nel tempo

preme atroce il futuro.

 

Spegnersi infine...  

sogni di pace … in canti di poeta.  

 

Nome file: j0331872.wmf

 

 


Choc 


Su corde di chitarra 
ali 
di dita rapide, 
voli 
su cieli timidi 
in vaghezze leggere..

Ineffabili forme
muovi, 
sconfinate empatie;
agilissimi tocchi
in arie fremili.

Impossibili toni,
corse,
altalene fragili 
su note al limite,
ci racconti gioioso.

Dai flutti oscuri
d’angosciosi mari
trai 
vite schiacciate,
sensi sconsolati.

Lo splendore dell’arte
consolata riscopro.

 

(A Giulio Tampalini - chitarrista)