Amore mio, ricordi:
morire insieme un giorno
suggeristi al mio cuore.

Suonavano lontano 
grida di bimbi
nella calda notte,
cori di fresche voci 
tra fragranze di gigli. 

Sulla rocca splendeva
la grandezza dei tempi,
stretti vicoli bui 
sospiravano ardori
d’innocenti emozioni. 

Morire insieme…
me lo giurasti un giorno 
sulla riva del mare:
scivolava una vela 
lieve alla brezza estiva.

Non il sospiro amico
né lo sguardo leggero
che veglia la mia vita 
intensa di passioni,
sola dovrei soffrire. 
Sola, al vuoto del tempo 
nel silenzio del nulla.
Greve sul cuore stanco
l’assenza del tuo riso
a giocare col vento.

Morire insieme,
mano stretta alla mano 
occhi fissi negli occhi, 
ardente nella notte
l’ultimo caldo addio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Magico il verso suona
sale per vie segrete
trova sostanze ignote
chiuse nella parola
scrigno di voce antica.

Canta di tristi sere 
- in languori d’estati
sfinite dalle ore - 
aghi di pena acuta
gioie di fresca viola…

Lieve il verso risuona
sul fragore del giorno

Da confusi meandri 
lucido il verso sale
narra di sensi strani 
fissi nei cuori umani.

A volte il canto esalta
la luce di cristallo
degli sguardi innocenti
alla speranza schiusi
specchi d’altri futuri.

Destino del poeta, 
dall’angoscia sfibrato,
è il suono del dolore
dal centro della vita. 

 

 

 

per Giulio Tampalini

 

Su corde di chitarra 
ali 
di dita rapide, 
voli 
su cieli timidi 
in vaghezze leggere..

Ineffabili forme
muovi 
sconfinate empatie,
agilissimi tocchi
in arie fremili.

Impossibili toni,
corse,
altalene fragili 
su note al limite 
ci racconti gioioso.

Dai flutti oscuri
d’angosciosi mari
trai 
vite schiacciate,
sensi sconsolati.

Lo splendore dell’arte
consolata riscopro.

 

 

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Affacciata
al bordo dell'anima
scruto le mie paure
acquattate
nei più riposti angoli.
Sfuggono alla luce
che la ragione
prudente
inutilmente tenta 

Paura del successo,
ove per caso volgesse
il volto scarno
al mio modesto vivere;
paura dell'insuccesso,
che ogni giorno frustra 
il mio vano annaspane.

In uno stallo senza fine
trascorre ormai
il raggio finale
d'una vita enigmatica.

La morte occhieggia
dal cumulo degli anni:
contemplo il buio,
la calma mi seduce...

Trascinata all'urlo
del consueto affanno,
costretta, a capo chino,
il mio giogo riprendo.

(da Lampi del tempo -

Prposte Editoriali - Roma

 

 

 

Nell'arco della vita 
ho scritto sofferenze e illusioni
parole sommesse,
scene sonanti.
Nel segreto libro,
in me sepolto,
tutto è impresso:
inchiostri di lacrime,
matite di sangue
Improvvisa,
sulla cima innevata
del luminoso Adamello,
la vita s'è rivelata 
in lettura circolare.
Ora parla con voce aperta
di semplici segreti
- essenziale senso 
dell'esistenza intera  
Nel rarefatto silenzio
l'amore arde libero,
stenta il suo fuoco
nel rumore dei tempi.

(da Lampi d'estate - 

Prospettiva editrice)