BESA Editrice

ultimo lavoro di

 

Sommario:

 

Alcune poesie    

 

Le donne            

 

Hanno scritto      

 

 

Alcune poesie 

A PIENE MANI

 

A piene mani

colgo il nettare

cadente

dai balconi della solitudine.

 

L'ora è giunta:

lo verserò sul capo dei giovani

a risvegliare desideri d'essere

contro il nulla

di sorrisi rifatti

e ville al mare.

 

Diamo buona musica

dove a vera vita

l'arte respiri.

 

Escano i poeti

dal loro inferno d'anima,

stringano mani nodose

in temprata catena

sì che il canto unito

disperda l'ombra

che avanza dai Palazzi.

 

La parola

sia racconto per i sogni

di chi ignaro

beve ridendo

alla coppa dell'inutile.

 

Il cammino della mente

sia alto,

solare d'idee

verso strade che vincano

le frammentazioni

struggenti.

dell’uomo solo.

 

 

RAGAZZI CHE AMATE LA MUSICA

 

Ragazzi che amate la musica

nello sballo delle discoteche,

all'alba a volte il vento

spazza le vie.

Scrutano le madri il buio

d’insonnie fragili,

teso l'orecchio inutile

a squilli di vuote attese.

Corrono alti i suoni:

stridii di freni sparsi

fragori nel silenzio,

schianti di vite giovani.

Gli uccelli infine

al giorno il canto schiudono.

L'alba spegne domande

sospese in complici bui.

La sua corsa riprende

il frastuono del giorno.

 

 

 

STANOTTE…

 

… coperte di sangue

avvolgono

l'afa.

Ideali,

nel corso lungo degli anni sognati,

cadono

spenti.

 

Guardo città massacrate:

abbattuti

fulgidi occhi di bimbi

volti teneri di donne

rughe candide di saggi

tracce lunghe di storia …

 

Colpi funesti

rubano pace alla luna,

dilagano

fumo e bagliori

su cieli orfani.

 

Basterà l'ardore

che a te forte m’accende

a spegnere la notte?

 

Lontani tacciono

 il grande Allah

il Dio della Croce

gli auspici dell'uomo.

 

Nel buio.



 

LUNA ROTONDA

 

Luna rotonda,

su gambe di tigre,

arde l'attesa

in occhi di luce.

Violini fremono.

 

Immerso

nell'umore materno

lui muove,

avanza al suo destino:

sbocciare al mondo.

Palpiti bianchi

di tenere ali.

 

Bolle di sapone

per lui preparo,

aromi freschi

fiori di campo,

 

pur se

fugace è

il tempo della gioia.  

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LE DONNE ...

 

SORELLE IRACHENE

 

Chi vi conduce sorelle?

Un dilaniante

guizzo di morte

invade

il vostro fresco respiro,

spegne

il bel cristallo del riso,

dei neri occhi la luce.

 

Danzano

sul vostro sangue

i dollari sonanti

di mafie russe,

sceicchi sornioni

ricchi presidenti.

 

Il silenzio

spazza freddo le piane

quando cessano infine

i frastuoni accecanti

delle armi letali.

 

Senza speranza giace

la mia voce d'argento

chiusa nello stupore.

 

Balbetta

l'inno dell'uomo

vuoto di senso

in stracci di parole.

 

Piange silente

il canto del poeta:

sommersa è la sua voce

dal buio della morte.  

 

da “Strisce di vento” 

(BESA editrice)

 

 

5 PREGHIERE E UN RAMADAN

 

Misteriose sorelle straniere,

in abiti oscillanti

in veli.

I vostri occhi,

aperti sulla mia libertà,

paiono affascinanti cieli

o insondabili laghi.

Invidio la calma

delle vostre movenze lente.

Sento

il vostro ritmo

alieno

al mio libero pensiero.

Cinque preghiere e un Ramadan.

Lo stress della mia vita,

ritmata da incessanti tamburi

in città massacranti,

allontana

il tempo per l'anima,

strappato senza tregua

dal demone-consumo.

Forse nelle vostre prigioni

volteggia il sogno,

soffiano sull'afa,

dentro il burka,

aliti di speranza.

Più del mio

il vostro pensiero vola.  

da “Lampi del tempo” 

(Proposte editoriali)

SCURA TERRA

Scura, fertile terra
è il mio corpo di donna.

Dall'umida caverna,
nel mio segreto riposta,
sgorga liquorosa essenza.

Brividi percorrono
le mie vene accese
dalla brama di te,
amante avvinghiato
al mio grembo felice.

Trionfa infine
un'ebbrezza di vita,
creatrice, pulsante, 
accorsa dal profondo
alle dolci carezze

Nel mare limpido
della mia sicurezza 
la pioggia del seme
promette germogli.

da “Lampi del tempo” 

(Proposte editoriali)

 

 

 

 

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Hanno scritto di "Strisce di vento":

Stefano Donno

Introduzione  

Gian Domenico Mazzocato

 ...una voce autonoma, essenziale, scavata 

Antonio Spagnuolo

... lampi di musicalità, personale ed equilibrata

Matteo Locci

... riesci a calarti nella condizione dei giovani di oggi.

Silvia Zanetto

 ...  ho ritrovato tutta la sua forza, la sua fede incrollabile nella potenza della parola poetica  ...
Annamaria Trevale ... frutto delle meditazioni accorate di una donna matura di fronte a molti temi scottanti del mondo attuale:
Maria Pina Ciancio E’ un andare severo di impegno e responsabilità,

e

Patrizio Pacioni

 

 

Marco Ghitti

http://scrittomisto.iobloggo.com/

Stefano Donno

Unilibro

 

 

 

e molti altri

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Gian Domenico Mazzocato

Cara Mirella, 
Sto preparando (con il consueto ritardo) la conferenza che devo tenere domani sera. E... alle nove sono arrivate le tue STRISCE DI VENTO.
Mi dico: pilucco qualcosa e poi mi rimetto al lavoro. Beh, ho dovuto leggere e rileggere tutto, fino alla fine.
Io non mi fermo a dirti che la tua è "bella" poesia. Non solo perchè il concetto di bellezza in poesia è perfino ridicolo. 
Ma perchè lo sai già per conto tuo (se scrivi a questo modo) di avere una voce autonoma, essenziale, scavata. Perfino prosciugata, per dirla con Ungaretti. La consapevolezza alta dei poeti autentici che hanno lavorato per costruirsi linguaggio e mondo morale da ritrarre/affrontare/straziare/analizzare nei propri versi.
Se non sono riuscito a staccarmi è perchè ho trovato una radicale consonanza di sentire.
Il tema dell'assenza di Dio, le profondità vertiginose della tua anima in cui precipiti per rimbalzare e tornare a pronunciare anche una sola sillaba (o parole sillabate), l'invito rivolto ai poeti a uscire dal loro bozzolo, l'ambiguità delle tante attese che la vita ci pone (e che traduciamo in ansia, sperando che questa non sia sterile ma approdi da qualche parte), i furti (che bello quel rubare pace alla luna) di parole che sono furti di entità utili a nutrirci l'anima, beh, tutto questo mi ha emozionato. In profondità acuta.
Se dovessi dirti i passaggi che la mia matita ha stamattina frettolosamente segnato, non finirei più.
Amo la tua voce, ora, Mirella. E la sento vibrare, sommessa e vera. Irresistibile.
Grazie
tuo
gian domenico.

http://www.giandomenicomazzocato.it/

Antonio Spagnuolo

Carissima ricevo il tuo elegantissimo "Strisce di vento" e ringrazio.
Il verso rapido che ti distingue in questa raccolta lascia palpitare la lettura in luminosi attacchi ritmici che coinvolgono tra metafore e profili.
Alcuni passaggi fulminanti ("Ambigua l'attesa/ stringe/ lacci d'ansia" - "Senza speranza giace/ la mia voce d'argento/ ciusa nello stupore" - "Vedere è sentire / in punta di mani") sono dei veri e propri lampi di musicalità, personale ed equilibrata.
Spero che abbia il successo meritato.  
Un abbraccio sincero e mille auguri da 

Antonio Spagnuolo - Napoli

 

Matteo Locci

Ciao mirella,
ho ricevuto il libro e ne ho letto buona parte... mi colpisce molto 
come riesci a calarti nella condizione dei giovani di oggi...è davvero strabiliante come riproduci il senso di totale mancanza di riferimenti, di maestri per la mia generazione, la totale mancanza di senso dell'esistenza... purtroppo la gente ormai si stipa negli stadi o nelle discoteche a sentire i martelli pneumatici... praticare un qualcosa di sensato ormai sembra quasi ridicolo per molte persone...

 

Silvia Zanetto

Già vi ho parlato in questo blog della mia amica Mirella, autrice del romanzo "La terrorista". 
Oggi vi voglio parlare del suo libro di poesie, "Strisce di vento", recentemente pubblicato dalla Besa editrice. 
Non sono brava a commentare le poesie, al massimo le spiego, ma non è quello che intendo fare ora.
Vorrei dirvi soltanto che nei versi di Mirella ho ritrovato tutta la sua forza, la sua fede incrollabile nella potenza della parola poetica e nel ruolo del poeta, che ha il dovere morale di scuotere le coscienze. 
Ho ritrovato anche la sua debolezza, la fragilità della malattia e dell'età.
Ho ritrovato soprattutto la bellezza di versi che ci invitano a riflettere, a risvegliare i nostri animi, a contemplare il mondo e noi stessi.  
Ma basta con le parole inutili. Ecco: leggete!

http://hovogliadiscrivere.splinder.com/

Annamria Trevale

Mirella Floris, bresciana, autrice di romanzi, racconti, poesie e articoli giornalistici, attiva da sempre in molte battaglie politiche e sociali, non appartiene a quella categoria di poeti che scrivono occupandosi esclusivamente della propria interiorità, trasferendo in versi impressioni ed emozioni che - quando insistono a concentrarsi soltanto sulla sfera intima, fino a sfiorare in troppe occasioni l’autocompiacimento e la banale ripetitività - rischiano di non riuscire a coinvolgere più di tanto il lettore, lasciandolo indifferente se non francamente annoiato.

Le poesie di questa raccolta appaiono, al contrario, come il frutto delle meditazioni accorate di una donna matura di fronte a molti temi scottanti del mondo attuale: una donna che, pur affaticata dal trascorrere degli anni e dal dover combattere con gli inevitabili problemi causati dal  passare del tempo e dall’indebolimento fisico, non rinuncia mai alla propria combattività e alla volontà di esprimere il proprio punto di vista nei confronti della realtà, per dolorosa che appaia.

Così leggiamo poesie contro i conflitti recenti, versi vibranti dedicati alle donne irachene e ai palestinesi, al disagio giovanile e al ruolo del poeta nella società di oggi, che secondo la Floris dev’essere di testimonianza del proprio tempo e non certo di isolamento intellettuale e morale, anche se non mancano, nella seconda parte della raccolta poesie più intime, annotazioni di luoghi visitati, momenti di semplice abbandono alla malinconia e agli affetti personali: una raccolta stilisticamente impeccabile, ma che invita anche alla riflessione. 

http://paginebrevi.splinder.com                                     

Maria Pina Ciancio

E’ un andare severo di impegno e responsabilità, quello di Mirella Floris, che con con quest’ultima raccolta poetica Strisce di vento (BESA, 2007) si muove sul territorio della storia e della realtà odierna in atteggiamento di ascolto, di richiamo e di monito. Ecco allora che il verso tesse una tela a due fili tra il sè e l’altro/a, percorrendo il tempo del presente e della storia “il sentiero millenario/solitaria/ io percorro”. Una poesia che si fa strada nella lacerazione, nelle violenze, nelle discriminazioni, nella solitudine del quotidiano; una poesia dal verso forte, determinato e appassionato, che ha “i nervi/ scoperti/ al soffio d’ogni vento” e “gli occhi/ aperti/ al pianto d’ogni dolore”.

http://viadellebelledonne.wordpress.com/2008/06/07/

strisce-di-vento-poesia-e-impegno-civile-in-mirella-floris/#comments

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