Nel panorama della scrittura italiana lo spazio occupato dalle scrittrici si amplia con successo crescente.
La scrittura delle donne, pur nella differenza delle tematiche e degli stili, ha una caratteristica ricorrente: l'introspezioone. Con particolare sensibilità, e a volte con profondità d'intuizione, la scrittrice entra nelle pieghe più segrete dell'animo femminile, ne scava la condizione, ne esplora le contraddizioni, ne esplicita i ritmi della sessualità per tanti secoli negata.
La terrorista, invece, pur non tradendo le peculiarietà della scrittura femminile, ha per oggetto una donna particolare, le sue esperienze politiche, la partecipazione alla lotta armata.
Mara entra in Battaglia Rossa, un partito semiclandestino marxista-leninista, per sottrarsi al destino borghese che a lei pare inesorabile.
L'apprendimento delle norme e dei comportamenti "rivoluzionari" la porta a negarsi come donna, a reprimere la sua innata sensualità, a sacrificare il bisogno d'amore.
Paradossalemnte proprio lei, che, per odio contro lo sfruttamento della donna operato dalla società, s'è fatta 'terrorista', verrà usata come seduttrice per catturare la vittima principale nei disegni del partito.
Un giovane intellettuale, moderato e riformista, s'innamora di lei pir non conoscendola; la cerca, la segue, parte per il Marocco alla sua ricerca guidato da una esile traccia.
Gli appare così la contraddittoria società nelle grandi città di Casablanca e Tangeri, si rivelano le fondamenta della religione-civiltà islamica, si svelano le ragioni del cosiddetto 'terrorismo' arabo.
Infine, Fabio troverà Mara e, in un turbinio di esperienze e di vicende forti, sboccerà il loro amore. Sullo sfondo, i coloratissimi suq, la povertà delle bidonvilles, la violenza delle bombe.
Su tutto, oscuro e avido, il Potere.
Mirella Floris mostra di avere competenza e conoscenze sui temi trattati, sui quali i 'compagni' di Mara dibattono e si muovono. Usando il dialogo la scrittrice riesce a darne conto al lettore, senza annoiarlo con toni predicatori. Si m ostrano le distorte ragioni delle scelte estreme compiute da Mara.
Fabio si staglia con la limpidezza un po' ingenua dei suoi ideali riformisti ed è raccontato con tenera attenzione.
Ogni personaggio, anche minore, è delineato con cura, osservato dall'interno, scavato nella personalità.
Momenti lirici, che rivelano la consuetudine dell'autrice alla poesia, si alternano a espressioni di slang, a miscele di lingue tipiche di chi è espatriato in diversi paesi europei
Il romanzo è di quelli mozzafiato che, una volta iniziati, non possono essere abbandonati che alla parola
'fine'.
Mario Zero